Cesare Battisti appena sceso dall'aereo a Ciampino (Ansa)
Cesare Battisti appena sceso dall'aereo a Ciampino (Ansa)

Roma, 14 gennaio 2019 - Trentasette anni dopo la fuga, Cesare Battisti è tornato in Italia. Il Falcon del governo con a bordo l'ex terrorista dei Pac, catturato due giorni fa in Bolivia, è atterrato pochi minuti dopo le 11.30 a Roma Ciampino, in un aeroporto blindato e presidiato da forze di polizia e tiratori scelti. Battisti è sceso senza manette, testa alta e giubbotto marrone, circondato da agenti. Ad attenderlo c'erano anche il vicepremier Matteo Salvini, con la divisa della polizia di Stato, e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. 

"Ora so che andrò in prigione"

BATTISI A ORISTANO - Dopo le formalità di rito (notifica degli atti e fotosegnaletiche in questura) Cesare Battisti è partito nel primo pomeriggio dall'aeroporto militare di Pratica di Mare con un volo diretto in Sardegna. L'ex terrorista dei Pac è stato consegnato agli agenti del Gom (gruppo operativo mobile della Polizia penitenziaria) e sarà recluso nel carcere di Oristano. A optare per il penitenziario della cittadina sarda è stato il Guardasigilli Alfonso Bonafede "per ragioni di sicurezza" e considerando il fatto che la prima previsione - quella di portare Battisti a Roma Rebibbia, carcere più vicino al luogo di arrivo dell'aereo dalla Bolivia - sarebbe stata solo "temporanea".

L'aereo con Battisti è atterrato a Cagliari intorno alle 16.30, poi l'ex terrorista è stato trasferito verso il carcere di Oristano, per la precisione nella sezione As2, il circuito di massima sicurezza riservata ai terroristi. Neppure un'ora dopo è entrato nel carcere: ha varcato le porte a bordo di un furgone con i vetri oscurati e una quindicina di auto al seguito con sirene spiegate.

"Ora so che andrò in prigione", ha detto Battisti, rassegnato, ai funzionari dell'Antiterrorismo, che l'aspettavano in aeroporto. Il 64enne ha ringraziato per come è stato trattato e per i vestiti più pesanti fornitigli in aereo.

Battisti ha quindi nominato come suo avvocato Davide Steccanella. Milanese, esperto di terrorismo e autore di libri sulla lotta armata (è difensore anche di Renato Vallanzasca) si recherà presto in carcere a Oristano per un primo colloquio con Battisti.

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SCHEDA / Come è il carcere di Oristano 

 

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"Sardegna considerata discarica di terroristi"

POLITICA SARDA IN RIVOLTA - Mauro Pili, leader di Unidos, attacca: "E' una decisione scandalosa del governo che continua a considerare la Sardegna una discarica di terroristi, mafiosi e delinquenti di ogni genere. Bonafede e compagni se lo tenessero a casa loro, perché in Sardegna questo delinquente è del tutto indesiderato anche dentro le carceri". 
All'attacco anche il presidente del Partito dei sardi, Franciscu Sedda: "Quando si tratta di mandarci detenuti eccellenti, l'Italia non si smentisce. Grazie Salvini. Immagino l'orgoglio di tanti sardi felici di essere protagonisti 'a livello nazionale'. Vuoi mettere il prestigio di essere la cayenna delle nazioni altrui?".
Critica anche la presidente dell'associazione Socialismo, diritti e riforme, Maria Grazia Caligaris, che sottolinea: "Sarebbe stato meglio sistemarlo in una struttura della Penisola, anche perché in Sardegna c'è un grave problema di sicurezza viste le carenze di agenti in organico. Ma il Dap finge di dimenticarlo".

ERGASTOLO SENZA BENEFICI - Con l'estradizione concessa dalla Bolivia, l'ex militante dei Proletari armati per il Comunismo sconterà l'ergastolo, pena che invece era esclusa da un accordo bilaterale dell'Italia con Brasile, dove la pena massima è di 30 anni di carcere.  Battisti sarà collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. In una prima fase - della durata di 6 mesi - sarà evitato ogni contatto con altri detenuti: Battisti sarà in cella da solo e in isolamento diurno. Quello che sconterà è il cosiddetto "ergastolo ostativo", spiegano il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso e il sostituto pg Antonio Lamanna, che hanno coordinato le indagini della Digos. Ossia, stanti le attuali condizioni, l'ex terrorista di Cisterna di Latina non potrà ottenere benefici. 

 "Battisti libero". Striscione al Colosseo col simbolo Br

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"L'assassino comunista torna nelle patrie galere"

SALVINI - "Spero di non incontrarlo -. ha commentato Salvini aspettando Battisti a Ciampino -. Ha finito di sghignazzare". Dopo l'arrivo, il vicepremier ha ringraziato le forze dell'ordine per la "ritrovata la giustizia". Battisti, ha ripetuto, "non ha mai chiesto scusa" e ora "l'assassino comunista torna nelle patrie galere". Questo "bel lunedì" non è un "punto di arrivo ma di partenza", aggiunge. L'obiettivo è "assicurare alla giustizia altre decine di delinquenti e vigliacchi in giro per il mondo". E "su alcuni abbiamo già riscontri positivi", preciserà poche ore dopo.  Per Bonafede la cattura è "il risultato di una squadra che lavora compatta: tutte le istituzioni italiane hanno cercato questo risultato con perseveranza". Il pensiero dei ministri "va ai familiari delle vittime", che "spero di incontrare presto", dice Salvini.

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CONTE - "Mi limito a osservare che abbiamo garantito il percorso più sicuro e veloce perché arrivasse in Italia -, ha affermato il premier Conte più tardi in conferenza stampa -. Lo dovevamo alle famiglie delle vittime. Ringrazio Bolsonaro per il cambiamento di rotta e anche il governo boliviano per la massima collaborazione". Con l'estradizione dalla Bolivia, Battisti "potrà scontare l'intera pena, nelle nostre carceri". 

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Chat con l'Italia, così la Digos di Milano ha scovato i favoreggiatori

Scalzone: "Una giornata terribile"

SCALZONE - "Ho visto il frammento che le tv mandano come un tormentone della discesa di Battisti dall'aereo e del comitato di accoglienza con i ministri Salvini e Bonafede - dice da Parigi Oreste Scalzone, fondatore di Potere Operaio - La prima impressione è il senso di angoscia nel vedere un uomo preso, catturato, avviarsi verso quella che alcuni vorrebbero fosse la sua tomba anticipata". Una giornata "per certi versi terribile", commenta parlando all'Ansa

Il fratello: "Abbiamo risolto tutti i problemi dell'Italia"

IL FRATELLO - E per la prima volta dalla cattura parla il fratello di Battisti, Vincenzo. "Che vuole che le dica. Tra poco in aereo rientra a Roma Cesare e così abbiamo risolto tutti i problemi dell'Italia, le pensioni, il debito, tutto risolto con Battisti...", il commento sarcastico. "Non aggiungo altro, ha già detto tutto il ministro Salvini...". 

LA CATTURA - Battisti, che in Italia deve scontare due ergastoli per 4 omicidi, è stato arrestato sabato pomeriggio a Santa Cruz de la Sierra. Stava passeggiando tranquillamente per strada, camuffato con occhiali scuri e barbetta, quando la polizia boliviana lo ha fermato. Da giorni veniva pedinato: gli uomini dell'Interpol - con la fondamentale collaborazione dei servizi italiani e della Digos di Milano - lo avevano rintracciato una settimana prima in Bolivia. "Non abbiamo mai perso le sue tracce", spiegano fonti della polizia milanese, che dal giorno dell'ultima fuga dalla sua casa di Cananeia in Brasile, a metà dicembre, hanno seguito i suoi spostamenti: intercettazioni sofisticate dall'Italia, hanno permesso di ricostruire la rete di aiuti e di isolare 15 tra telefoni e tablet che facevano riferimento proprio all'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo. Nelle ultime ore prima della cattura si sono susseguite frenetiche attività di riscontri e comparazioni. Poi, quando gli agenti sono stati sicuri che si trattasse proprio di lui, sono scattate le manette. 

Cesare Battisti, storia di fughe e protezioni

SVOLTA CON BOLSONARO - Le investigazioni comunque non si fermano. La rete di fiancheggiatori di Battisti "sarà oggetto di ulteriori indagini", dicono i magistrati Alfonso e Lamanna. La procura generale sta attendendo i rapporti di polizia, anche se poi la competenza sulle ulteriori verifiche di indagine spetterà alla Procura 'ordinaria'. Una cosa è certa, "la svolta è stata a livello politico: se non c'era Bolsonaro poteva stare tranquillo in Brasile".