Lampedusa, 14 settembre 2018 - Dalle missioni in Africa all'accordo con la Germania. Matteo Salvini affronta il nodo migranti a Vienna, in occasione della conferenza su sicurezza e migrazione a cui partecipano i ministri dell'Interno europei e di alcuni Paesi del Nordafrica. "Governeremo l'Europa con Orban", dice durante la durante la conferenza stampa con il collega austriaco Herbert Kickl. E non perde l'occasione per attaccare Malta, dopo che nelle ultime ore sono sbarcati 184 migranti a Lampedusa. "C'è un Paese membro - attacca - che se ne sta ampiamente fregando dei suoi doveri, con ripetuti casi di molteplici navi, anche in difficoltà in acque maltesi, ignorate o accompagnate verso l'Italia, alla faccia della solidarietà".

Il titolare del Viminale annuncia inoltre che presto si troverà una soluzione con la Tunisia per risolvere il problema sbarchi. In tal senso, tra le opzioni allo studio per i 184 di Lampedusa, ci sarebbe quella di un rimpatrio lampo dei migranti tunisini attraverso voli charter affinché rientrino nel proprio Paese in tempi molto rapidi. Argomento sul quale ritorna anche in serata, alla festa della Lega di Paullo (Milano). "Come arrivano se ne vanno", ha risposto infatti, sottolineando che per il rimpatrio ci vorrà "qualche ora". 

"MISSIONI IN AFRICA CON UE" - Salvini a Vienna questa mattina ha incontrato il suo omologo tunisino e fissato per martedì una riunione a Roma a cui parteciperà in prima persona. "Stiamo lavorando per soluzioni veloci, efficaci e innovative per stroncare il traffico di esseri umani", spiega il titolare del Viminale. L'opzione dei 'rimpatri lampo' andrebbe in questa direzione. Nel corso della conferenza, ha detto Salvini in conferenza stampa asieme al collega austriaco Herbert Kickl, "abbiamo concordato col commissario europeo Dimitris Avramopoulos missioni congiunte nei Paesi africani di partenza dei migranti per fare capire che l'Italia e l'Ue non hanno intenzione di permettere altri arrivi, come ad esempio i 57mila nigeriani dell'ultimo anno e mezzo". Sempre a Vienna è previsto un incontro bilaterali tra Salvini e il ministro dell'Interno francese Collomb. Al termine dei lavori, il titolare del Viminale si recherà in visita al vice cancelliere austriaco Strache.

"Ho chiesto ai miei tecnici - ha aggiunto in conferenza stampa con Kickl - con se è possibile fare le identificazioni direttamente a bordo delle navi. E' un principio, quello espresso dal mio amico Kickl, che condivido assolutamente". "Lui certe cose le propone - ha proseguito Salvini -, io le ho fatte. Gli ho solo consigliato di stare attento, perché io per aver trattenuto e identificato dei migranti a bordo di una nave mi sono ritrovato accusato di sequestro di persona. Ma sono pronto a rifarlo".

"GOVERNEREMO L'EUROPA CON ORBAN" - Il ministro dell'Interno ha poi preso le difese del primo ministro Viktor Orban dopo le sanzioni votate pochi giorni fa dal Parlamento europeo. "Le sanzioni contro il popolo ed il Governo ungherese - ha detto Salvini - sono un atto politico, una follia di quell'Europa di sinistra che non si rassegna al cambiamento e sono convinto che tra qualche mese ci troveremo a governare l'Europa in compagnia di Viktor Orban".

GERMANIA-ITALIA, L'ACCORDO - Assente a Vienna il ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer: al suo posto il sottosegretario Stephan Mayer. Nella capitale austriaca era attesa oggi la firma di Seehofer e Salvini all'accordo tra Italia e Germania sui respingimenti dei migranti secondari. "Quello con la Germania, che non ho ancora firmato, sarà un accordo a tempo, fino a novembre, a saldo zero, non riguarderà il pregresso e sarà sottoscritto se la Germania ci darà una mano a sostenere il cambio delle regole della missione Sophia, che per colpa del Governo Renzi ha sbarcato in Italia 45mila persone", ha chiarito oggi Salvini dopo che ieri aveva detto che ancora l'intesa non c'era. "Germania e Italia si sono accordate per una comune azione riguarda alla gestione della migrazione in mare e il contenimento della migrazione secondaria", conferma invece il ministero degli Interni tedesco. L'accordo, in vigore fino all'11 novembre, prevede che i migranti arrivati ai confini tedeschi che abbiano precedentemente presentato domanda d'asilo nel nostro Paese vengano ricondotti in Italia. In una nota ufficiale del ministero federale si afferma che i due Paesi "si sono intesi sul fatto che i dettagli tecnici di questa disposizione-quadro di natura politica vengano messo in atto subito dopo la firma. L'intesa si orienterà sugli accordi analoghi già in essere con la Grecia e la Spagna". "Si', l'intesa c'e'", ha confermato questa mattina la portavoce del ministero degli Interni della Repubblica federale, Eleonore Petermann, la quale ha anche anticipato che l'accordo prevede, appunto, un "meccanismo di compensazione grazie al quale per ogni migrante respinto la Germania si impegnerà ad accogliere un altro migrante salvato in mare". In questo momento, sottolinea Petermann, si tratta ancora su alcuni "dettagli tecnici".

LITE SALVINI-ASSELBORN - Sempre da Vienna, giunge notizia di una lite tra Salvini e il responsabile degli Esteri e degli Affari europei Jean Asselborn. Ad accendere la scintilla, una dichiarazione del lussemburghese sulla necessità dell'immigrazione per contrastare l'invecchiamento della popolazione europea. Parole che non vanno giù al responsabile del Viminale.  

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"In Italia nessun allarme tubercolosi" Intanto, in merito agli allarmi su un rischio di aumento di casi di Tbc - lanciati nei giorni da Salvini su Facebook dopo la fuga da un centro di un migrante malato -, interviene oggi il ministro della Salute, Giulia Grillo. "In Italia non c'è alcun allarme per la tubercolosi in relazione alla presenza di migranti - dice la Grillo -, altrimenti il ministero e l'Istituto superiore di sanità lo avrebbero segnalato". 

FRONTEX - Cala ancora il numero di migranti arrivati in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale: in agosto è sceso a circa 1 500, in calo del 62% da agosto 2017. Lo rileva l'agenzia Frontex, secondo cui il numero totale di migranti rilevati su questa rotta nei primi otto mesi del 2018 è sceso a circa 19 600, l'80 % in meno rispetto a un anno fa. Finora quest'anno, tunisini ed eritrei sono state le due nazionalità più rappresentate su questa rotta (oltre un terzo di tutti i migranti individuati). Secondo i dati Oim, l'agenzia Onu per le migrazioni, dopo la Spagna anche la Grecia supera l'Italia per numero di migranti arrivati via mare. Su un totale di 74.501 arrivi nel Mediterraneo, da inizio anno al 12 settembre, 32.272 sono stati in Spagna, principale destinazione con oltre il 43% degli arrivi. Segue la Grecia che con 20.961 "ha recentemente superato l'Italia. È la prima volta dalla primavera del 2016". Gli arrivi in Italia (20.343) sono i più bassi dal 2014. Con gli arrivi via terra, il totale stimato per la Grecia dall'inizio dell'anno è di 32.596.