Il primo ministro ungherese Viktor Orban (Ansa)
Il primo ministro ungherese Viktor Orban (Ansa)

Strasburgo, 12 settembre 2018 - Il Parlamento europeo dice sì ad aprire una procedura contro l'Ungheria per violazioni dello stato di diritto. Con 448 favorevoli, 197 contrari e 48 astensioni la Plenaria di Strasburgo ha approvato - per la prima volta - la richiesta di attivazione dell'articolo 7 del Trattato Ue, che può determinare sanzioni (come la sospensione del diritto di voto all'interno del Consiglio europeo). Ora la parola passa al Consiglio europeo, ovvero ai capi di Stato e di governo dell'Unione.

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Il voto arriva nel giorno in cui il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha tenuto il suo quarto e ultimo discorso sullo stato dell'Unione, durante il quale si è appellato affinché l'Europa resti "un continente di apertura e tolleranza" e non diventi "una fortezza in un mondo che soffre".  

BUDAPEST - Ieri il primo ministro ungherese Viktor Orban aveva difeso l'operato del suo governo soprattutto in merito alla linea dura in fatto di immigrazione. "Noi non accetteremo minacce e ricatti delle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l'immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario", aveva detto. Oggi invece ha parlato il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, definendo il voto una "meschina rivincita dei politici pro-migranti contro l'Ungheria". Per il capo della diplomazia di Budapest il Parlamento europeo ha sancito la minaccia "sistemica" ai valori europei in Ungheria.

SALVINI - Sostegno al premier ungherese arriva dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che già ieri aveva dichiarato come il suo partito avrebbe votato contro la richiesta avanzata dall'eurodeputata dei Verdi Judith Sargentini. "Il coraggioso discorso di Viktor Orbán al Parlamento europeo: 'L'Ungheria non cederà a questo ricatto e proteggerà i propri confini'. Tutta la mia vicinanza. No alle sanzioni, No a processi a un governo liberamente eletto", scrive il capo del Viminale su Facebook.

"Le sanzioni votate sono una pagina bruttissima per la democrazia e l'intera Europa - gli fa eco Mara Bizzotto, capogruppo della Lega al Parlamento Europeo -. Orban è vittima di uno squallido agguato politico orchestrato dalla sinistra filo immigrati e dalle lobby di potere della Ue. Nei prossimi mesi metteranno nel mirino anche l'Italia, il nostro Governo e il nostro leader Matteo Salvini".