I migranti a bordo della nave Diciotti, a Catania (Ansa)

Roma, 27 agosto 2018 - Gli italiani sono i più ostili d’Europa nei confronti dei migranti. E non stiamo parlando dei fan di Matteo Salvini sui social network dopo il caso Diciotti. Ad analizzare la percezione dei nostri connazionali nei confronti di immigrazione e minoranze è l’Istituto Cattaneo di Bologna che, in sintesi, evidenzia tre aspetti: 1) un terzo dei cittadini europei non sa indicare la  percentuale di immigrati che vivono nei loro Paesi, mentre tra gli italiani fa ‘scena muta’ soltanto il 27%, sotto la media Ue; 2) gli italiani sono coloro che sovrastimano di più la percentuale di migranti nel proprio Paese; 3) gli italiani hanno la posizione più ‘estrema’ nei confronti dell’immigrazione e delle minoranze.

LA PERCEZIONE ERRATA - I cittadini europei stimano la presenza in percentuale dei migranti nella Ue nel 16,7%, a fronte di un 7,2%. In pratica, c'è un errore di percezione del +9,5%. In Italia, l’errore di percezione, è superiore di tre volte. Se, infatti, i nostri connazionali pensano che gli immigrati non Ue siano il 25%, nella realtà la presenza reale è del 7%. In sintesi: crediamo che ci siano il 18% di immigrati in più di quanti realmente ce ne sono. Stando ai dati dell’Eurobarometro analizzati dal Cattaneo, l’errore percettivo maggiore è proprio degli italiani, seguono Portogallo (+14,6%), Spagna (+14,4%) e Regno Unito (+12,8%). Molto più verosimili le sovrastime dei tedeschi (+4,4%) e minime quelle dei Paesi nordici (Svezia, Danimarca e Finlandia). 

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L'OSTILITA' - La domanda che si fa il Cattaneo è poi questa: da dove deriva questa errata stima della presenza dei migranti? La risposta viene dall’indice Nim, elaborato dal Pew Research Center e dedicato a misurare il grado di sentimento nazionalista, anti-Immigrati e contrario alle minoranze religiose in 15 nazioni europee. Incrociando l’indice Nim con l’errore di percezione tra gli immigrati ‘reali’ e ‘immaginari’ risulta che l’Italia si colloca nella posizione più ‘estrema’ rispetto agli altri Paesi Ue. Da qui, si evince che all’aumentare dell’ostilità verso gli immigrati, aumenta anche l’errore nella valutazione sull’effettiva presenza dei migranti nel proprio Paese.

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PREGIUDIZI E DISINFORMAZIONE - Il caso italiano è stato analizzato nel dettaglio dal pensatoio bolognese. E risultano almeno tre fattori: 1) Orientamento politico. Chi è di destra sovrastima la presenza degli immigrati maggiormente rispetto alla media nazionale. A fronte di un 25%, chi si definisce di destra pensa che gli immigrati in Italia siano il 32,4%, cioè sette punti in più della media nazionale e quattro volte in più della reale presenza dei migranti stessi. Chi si definisce di sinistra, invece? Sovrastima, ma meno della media nazionale, al 18,5% la presenza dei migranti. 2) Istruzione. Chi ha un maggior grado di istruzione, dà un’indicazione più precisa del fenomeno (chi si ferma alla scuola dell’obbligo percepisce la presenza dei migranti al 28%; i laureati al 17,9%). 3) L’occupazione. Le classi medio alte sottostimano la presenza degli immigrati di 5 punti percentuali rispetto alla media nazionale; gli operai, invece, sovrastimano l’immigrazione di tre punti percentuali in più rispetto alla media nazionale.

GLI EFFETTI - Quali sono le conseguenze di questa errata percezione dell’immigrazione? Rispetto ai cittadini europei - spiega il Cattaneo - il 74% degli intervistati italiani è convinto che gli immigrati peggiorino la situazione della criminalità a fronte di una media del 57% de cittadini europei. È, invece, il 58% – contro una media europea del 41%, –  a considerare che una maggiore immigrazione comporti una riduzione dell’occupazione per i residenti in Italia. Per quanto riguarda il peso dell’immigrazione sul welfare, la percezione degli italiani è quasi in linea con quella europea: il 62% contro il 59%.