Juncker sul balcone di Palazzo Chigi, parodia della foto originale con Di Maio
Juncker sul balcone di Palazzo Chigi, parodia della foto originale con Di Maio

Roma, 14 dicembre 2018 - Bye bye Di Maio. Neanche tre mesi dopo la sceneggiata del balcone, ad affacciarsi da Palazzo Chigi con ghigno trionfante c’è Jean-Claude Juncker. Il fotomontaggio – che circola sui social – è la rappresentazione plastica di come il popolo della Rete abbia preso la retromarcia gialloverde all’indomani del vertice di Conte con Juncker. Delusione, vergogna, rabbia dominano i commenti social di fan e militanti di Lega e 5 Stelle. "Ci avete tradito". "Facevate più bella figura a non mostrare i muscoli: ci avreste fatto risparmiare miliardi buttati al vento a causa dello spread". "E la pagliacciata del balcone?". Sono solo alcuni dei commenti dei grillini sul web. Ma su pagine e profili di Carroccio e Salvini non va meglio, anzi. E c’è pure chi invoca i Gilet gialli in Italia con tanto di sfottò. "Il 2,04% è un inchino a francesi e tedeschi"; "Siete inaffidabili", "Da basta euro a mi basta un euro per favore è un attimo". Ma c’è dell’altro.

Una vignetta presa dai social tra Tria e Moscovici

Oltre ai commenti ‘di pancia’, le vignette, le foto e i post ironici con il commissario Moscovici che ridicolizza Giovanni Tria, c’è chi scrive quello che Di Maio e Salvini temono di più: "Non vi voto più". Le motivazioni, si legge scorrendo i post della base stellata, sono le continue retromarce e una linea ondivaga sui valori delle origini del Movimento: "State tradendo giorno dopo giorno – scrive Rol Onan Atteb – i cittadini che vi hanno votato: Tap, Tav, vaccini... Boh, non mi convincete più". Anche la ‘trovata’ del 2,04% provoca malumore (per usare un eufemismo). Attilio, via Facebook, parla di "papocchio": "Hanno aggiunto uno 0 fra il 2 e il 4 = 2,04. È come per i saldi di fine stagione: non 10, ma 9,99 euro".

È anche vero, però, che sul papocchio dello 2,04 qualcuno ci è cascato. Sul gruppo ufficiale del Movimento 5 Stelle Tommaso esulta, nonostante tutto: "W il nostro Presidente che è riuscito a tenere il deficit al 2 e 4!! Ala (anziché alla, vabbè) faccia dell’Europa". Una mosca bianca caduta nell’equivoco che, alcuni, sibilano sia stato voluto? Macché. In trecento si sono accodati al povero Tommaso con il like di circostanza, mentre qualche grillino ha ammonito l’incauto stellato: "Dio santo l’ignoranza! Non dire in giro che voti il Movimento". Certo, c’è anche chi difende i due vicepremier. Sulla pagina di Salvini, a esempio, i cuoricini delle fan non sono tutti spezzati. Lidia Lia, scrive: "Ti amiamo". A farle da contraltare il commento: "Matteo, sei solo chiacchiere e distintivo".

Non va meglio sul gruppo Facebook del Movimento 5 Stelle, dove si corre ai ripari ‘denunciando’ un’invasione di troll scatenata dal post di Di Maio sulla manovra. In molti replicano con giubilo ("Forza Luigino", "il 95 per cento del Paese è con voi"), ma c’è anche Alessio Izzo che replica duro: "I troll? Penso che si chiami semplicemente libertà di parola...". E lo spazzacorrotti diventa "un’arma di distrazione di massa". I malumori, però, non vengono solo dal basso. Pure i parlamentari M5S, ribelli e non, sono piuttosto amareggiati. La sezione ‘Segnalazioni’, nuovo strumento del portale Rousseau per segnalare chi non rispetta le regole, ha fatto infuriare parecchi deputati e senatori, e anche il tema delle restituzioni degli stipendi è un altro tema sensibile. Infine, non mancano i dubbi sull’utilizzo dei voti di fiducia. "Siamo peggio di Renzi", si lascia scappare la ribelle Elena Fattori. "Ormai il Movimento è una cerchia di divulgatori del verbo", accusa, invece, Gabriele Pisani, consigliere regionale della Liguria. Ieri ha mollato i grillini per passare con la maggioranza di centrodestra. E già si vocifera di una truppa di responsabili con ex grillini pronti a passare con Forza Italia.