Roma, 13 dicembre 2018 - Vira al sereno la giornata del governo italiano, impegnato con la Ue nella trattativa sui numeri della manovra. Così il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, che in mattinata bocciava l'ultima proposta di Bilancio con un "ancora non ci siamo", adesso parla di una distanza tra Bruxelles e Roma che si è ridotta perché "lo sforzo fatto dall'Italia è consistente e apprezzabile". Il dialogo prosegue in modo "costruttivo" e c'è "l'intenzione condivisa di arrivare a un accordo", aggiunge Moscovici. "Non vogliamo arrivare a procedura" e "quando ho detto che non ci siamo ancora intendevo che non abbiamo ancora concluso la discussione", conclude il commissario. 

E ottimismo si legge anche nelle parole che il premier Giuseppe Conte affida ai suoi profili social. "Sono soddisfatto della proposta che abbiamo portato a Bruxelles. Noi non tradiamo gli italiani e lavoriamo nel loro esclusivo interesse", dice il presidente del Consiglio. Intanto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, assicura che sul tavolo c'è la proposta presentata ieri è di abbassare il deficit per il 2019 dal 2,4% al 2,04%. "Stiamo discutendo sulla nostra proposta", spiega infatti il titolare del Mef, aggiungendo che ha in programma altri incontri e che resterà a Bruxelles "finché non si arriverà a un accordo".

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DI MAIO - Intanto a rassicura la base M5s (delusa dal passo indietro dell'esecutivo sulle cifre del deficit) ci pensa il leader politico e vicepremier Luigi Di Maio. "Questi giorni per l'Italia sono molto importanti. Stiamo portando a casa una manovra che punta sullo sviluppo e, allo stesso tempo, tampona l'emergenza sociale. Per fare queste cose non abbiamo aspettato che le piazze si riempissero di milioni di persone come è successo in Francia, ma abbiamo agito immediatamente. E di questo sono orgoglioso. La trattativa va avanti, cambiano i decimali, ma non cambia la sostanza", scrive il ministro dello Sviluppo e del Lavoro su Facebook. "Le misure fondamentali della manovra restano tutte", prosegue Di Maio, ma gli "aggiustamenti di bilancio presentati ieri a Bruxelles dal nostro presidente Conte permettono di evitare la procedura d'infrazione e di abbassare lo spread: gli effetti si vedono già da questa mattina". 

"FIDUCIA IN CONTE" - Di Maio e l'altro vicepremier Matteo Salvini avevano rotto il silenzio già in mattinata, accordando "piena fiducia al lavoro di Conte". I leader di M5s e Lega sarebbero al lavoro non solo sulla traduzione in atti concreti nella manovra di numeri e cifre ma anche sulle modalità della presentazione di queste nuove misure. Conte ha rassicurato, nelle dichiarazioni alla stampa, che ci sono i margini per ridurre lo stanziamento senza intaccare quota 100 e reddito di cittadinanza, le due misure care a pentastellati e Carroccio. "Manterremo tutti gli impegni presi, dal lavoro alla sicurezza, dalla salute alle pensioni senza penalizzazioni, dai risarcimenti ai truffati delle banche al sostegno alle imprese", scrivono in una nota i due vicepremier. 

PD ALL'ATTACCO - Dai banchi dell'opposizione però il Pd continua ad attaccare: l'ultima "clamorosa" marcia indietro sul deficit che smonta completamente una manovra "dannosa e controproducente". In occasione di una conferenza stampa al Senato sugli emendamenti al ddl bilancio, i dem accusano: "Sono ridicoli, bugiardi e poco credibili su tutti i livelli. Il paese si deve mettere in moto per fermarli", incalza Andrea Marcucci. Ricara la dose il capogruppo in commissione Antonio Misiani. "Dopo settimane in cui dovevano tirare dritto sul 2,4% oggi scopriamo che il deficit può scendere al 2,04% dove c'è pure l'imbroglio del 4, sono 7 miliardi di euro in meno". Simili le accuse che arrivano da destra. "Per tornare al punto di partenza abbiamo bruciato 300 miliardi, mi sembra una scelta da irresponsabili", tuona il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani a margine del prevertice del Ppe.

PLAUSO DI CONFINDUSTRIA - Per Vincenzo Boccia di Confindustria invece il "governo ha recuperato senso di responsabilità". "Sono ottimista penso che il governo abbia compreso che a nessuno conviene entrare in procedura di infrazione, né all'Italia né all'Europa", ha detto nel corso della registrazione della puntata di 'Porta a porta'. Questa manovra "tiene se ci sarà una crescita dell'1,5%, ma il rallentamento globale dell'economia potrebbe portare a un rallentamento della crescita", ha proseguito il numero uno degli industriali. "Nessuno vuole dare consigli a nessuno, ma qualche dubbio è meglio porselo", ha aggiunto.

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SPREAD E BORSA - La distensione tra Roma e Bruxelles è stata sufficiente a raffreddare lo spread, che dopo la chiusura di ieri in area 274 punti, oggi si è assestata a 266 punti base - sui minimi dallo scorso settembre - con un rendimento del 2,96%. E a beneficiarne è anche Piazza Affari. La Borsa di Milano è infatti la migliore in Europa e chiude con l'indice Ftse Mib a +0,54% e e l'Ftse Italia All Share che guadagna lo 0,50%.