Juncker e Conte (Ansa)
Juncker e Conte (Ansa)

Roma, 17 dicembre 2018 - Accordo fatto. "Non mancano tre miliardi, le coperture per arrivare al 2.04% del rapporto definit/Pil ci sono". In tarda serata filtra questo messaggio da Palazzo Chigi. In pratica il governo dice alla Ue che troverà le risorse che mancano. Il lungo vertice notturno a Palazzo Chigi mette pace fra i partiti della maggioranza sulle proposte da inviare all’Ue per fermare la procedura di infrazione. Ma non è stato facile. E non sono mancati momenti di forte tensione. Anche con il premier. Quattro miliardi di risparmio saranno divisi, fifty fifty, fra Reddito di cittadinanza e Quota cento per le pensioni. Circa 3 miliardi dalle dismissioni immobiliari. Un miliardo da nuovi tagli alle spese e da una revisione di bonus (resterà solo per eBook e libri e non per cultura e cinema) e detrazioni (a cominciare dal pacchetto famiglia). In tutto un pacchetto da 8 miliardi di euro che dovrebbero portare il deficit nominale dal 2,4 al 2,04% e ridurre di almeno lo 0,2% il deficit strutturale (quello calcolato al netto del ciclo economico e delle entrate una tantum). Più o meno quello che chiedeva Bruxelles (7 miliardi per il deficit nominale e 3,6 per quello strutturale).

Nel documento anche una serie di clausole di salvaguardia (non esclusa una manovra bis nel 2019 e un aumento graduale dell’Iva nel 2020) per rassicurare la commissione. Accordo fatto anche per le pensioni d’oro. Restano i tagli del 40% per quelle più alte. Ma finanzieranno, come chiesto dalla Lega, l’opzione donne per lasciare il lavoro prima della soglia della vecchiaia. Arrivano anche le riduzioni dei premi Inail (da 600 milioni) e lo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione per le aziende. Disco verde anche sulla ecotassa. L’imposta scatterà solo su suv e auto di lusso. Finanzierà il bonus fino a 6mila euro per le auto elettriche. 

A Palazzo Chigi, i tecnici del Ministero dell’Economia, hanno limato le cifre dei principali capitoli della manovra prima del vertice serale con il premier Conte, i due vice Salvini e Di Maio, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria e i viceministri Castelli e Garavaglia. Il nuovo testo potrebbe essere spedito a Bruxelles forse già in serata. Domani dovrebbe arrivare in Commissione bilancio il maxi emendamento che di fatto riscriverà la manovra economica licenziata alla Camera. Poi, mercoledì, la giornata decisiva: il collegio dei Commissari europei dovrà decidere se proporre o meno al vertice Ecofin del 22 gennaio l’avvio della procedura di infrazione contro l’Italia. Salta, invece, la versione dell’ecotassa approvata alla Camera. La Lega si è duramente opposta. Ma ci saranno risorse ad hoc per incentivare la mobilità elettrica. A Palazzo Chigi giurano che per il Reddito di Cittadinanza non cambia nulla anche se la dote in finanziaria passa da 9,1 a 7,1 miliardi. 

Un miracolo? Lo stanziamento iniziale era in realtà di 8,1 miliardi, dal momento che un miliardo era destinato alla riforma dei centri dell’impiego. Ma, dal momento che il Reddito comincerà ad essere erogato a marzo (e non a gennaio), i calcoli vanno fatti su 9 mesi e non su 12. Si scende così a 6,7 miliardi. Inoltre, secondo le stime del Ministero dell’economia, si calcola che al massimo il 90% degli aventi diritto farà richiesta del sussidio: si arriva così ai 6,1 miliardi. Per il 2020 e il 2021, il fabbisogno si attesterà sugli 8,1 miliardi, dal momento che i centri per l’impiego serviranno solo 300 milioni per gli stipendi..