Luigi Di Maio (LaPresse)
Luigi Di Maio (LaPresse)

Roma, 20 settembre 2019 - Non cita Alessandro Di Battista, ma sul Blog delle stelle Luigi Di Maio risponde a chi dice 'non vi fidate del Pd', 'attenti', 'non fatevi fregare'. "Io dico a tutti: la fiducia si dimostra! E in questo caso alla prova dei voti in Parlamento. E la prima prova di questo governo è il taglio dei parlamentari. Va fatto nelle prime due settimane di ottobre. Perché qualsiasi cosa accada, alla fine voglio poter dire a tutti che siamo riusciti in una riforma che gli italiani aspettavano da decenni", spiega Di Maio. Per il capo politico del Movimento 5 stelle "la vera prova del nove per noi e per questo governo sarà la legge di bilancio di dicembre. Il minimo sindacale è evitare l'aumento dell'Iva" e anche "dare ai lavoratori un salario minimo e abbassare le tasse. Altrimenti - conclude - che cavolo ci stiamo a fare al governo?".

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"Insieme, abbiamo gestito la nascita del governo con il Pd, ascoltando tutti. Non è una novità che io fossi quello più scettico - continua il ministro degli Esteri - Ma questa ipotesi di governo ha ricevuto il record di sempre di voti sulla piattaforma Rousseau, ha anche il pieno sostegno di Beppe Grillo che - come ricorderete - ci ha riunito ad agosto per condividere questo percorso insieme a tante persone che sono pilastri del MoVimento e che hanno dato il loro sostegno in diverse occasioni, e ha ricevuto l'ok del 99% del gruppo parlamentare", scrive ancora sul Blog. "E' stato difficile cambiare coalizione di governo in una estate, lo ammetto - prosegue Di Maio -. E' stata durissima non vedere riconfermati alcuni dei nostri ministri, è stato difficilissimo creare un programma in pochi giorni, per me non è stato semplice per nulla ed è per questo che alzavo la voce sui 20 punti del programma. Punti che parlavano di ambiente, di giustizia sociale, di economia sostenibile".

Il caso Umbria

Intanto tiene ancora banco il caso Umbria: non è Stefania Proietti - attuale sindaco di Assisi - il nome che può consentire ad Andrea Fora di fare un passo indietro rispetto alla sua candidatura in Umbria: fonti del Partito Democratico spiegano così lo stallo che si è creato nella ricerca di un candidato comune Pd-M5s. Fora, ex presidente di Confcooperative, è espressione della società civile, un nome in campo ormai da settimane, attorno al quale si sono mobilitate diverse realtà economiche e sociali della regione. Non è un candidato del Pd: il solo che può scegliere se fare un passo indietro è lo stesso Fora. Che ha già fatto presente di essere pronto a rinunciare, ma a patto che ci sia un nome di alto profilo in grado di unire il più possibile i mondi che guardano a Pd e M5s. Questo nome, spiegano fonti parlamentari del Pd, non può essere Stefania Proietti, la sindaca di Assisi citata da Luigi Di Maio nel post in cui il capo politico si è rivolto alla base per votare sull'intesa. E non può essere Proietti perché, per quanto brava nell'amministrazione della cittadina che diede i natali a San Francesco, non è il nome capace di convincere Fora a rinunciare e a permettergli di giustificare la sua rinuncia con quel mondo che, intanto, si è mobilitato a suo favore, è il ragionamento dei dem. La seconda ragione, viene aggiunto, è che si tratta di una amministratrice e, in Umbria, di sindaci di bravura pari o anche superiore ce ne sono molti con il solo 'difetto' di avere il 'marchio' del Pd. Escluderli a favore di Proietti, insomma, produrrebbe un clima sfavorevole sia per l'eventuale futura presidente della Regione sia nello stesso Partito Democratico.

E dire che la strada, fino a pochi giorni fa, sembrava in discesa. La condizione attorno alla quale Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio si erano ritrovati, è che si trattasse di un candidato civico, lontano dai partiti. Ma l'interpretazione di questo profilo ha generato nuove frizioni tra i due alleati di governo. I dirigenti dem, di fronte alle parole di Di Maio, strabuzzano gli occhi: "Sorprendono le parole di Di Maio. Da giorni attendiamo una risposta seria su una candidatura civico-sociale da tempo in campo, a prescindere dal Pd: quella di Andrea Fora", commenta il commissario del Pd umbro, Walter Verini. Insomma, nel Pd erano convinti di essere nella posizione di chi attende una risposta dalla controparte. Anche perché un nome, i dem, lo avevano già fatto: "Siamo noi che chiediamo al Movimento 5 Stelle di scegliere in fretta, sono mesi che c'è in campo un candidato civico, cattolico e sociale. Un candidato che non è del Partito Democratico e che non si ritira se lo dice o non lo dice il partito. Ora tirano fuori la sindaca di Assisi: lei stessa nelle settimane passate - pur animando molto il dibattito - non ha mai detto di volersi candidare".