Fabio Fazio durante la prima puntata di 'Che fuori tempo che fa' (Ansa)
Fabio Fazio durante la prima puntata di 'Che fuori tempo che fa' (Ansa)

Roma, 14 maggio 2019 - Un'accesa discussione tra il direttore di Raiuno, Teresa De Santis, e l’ad Rai, Fabrizio Salini, non ha risolto il nuovo ‘caso Fazio’, esploso a poche settimane dalle elezioni, con inevitabili ricadute polemiche e politiche. Ma è un caso, quello della cancellazione delle ultime puntate di Che fuori tempo che fa in apparenza meno grave di come è stato raccontato in prima battuta.

Intanto, le puntate effettivamente tagliate non sono tre, ma solo una, quella che sarebbe dovuta andare in onda dopo le elezioni Europee. Perché era già previsto che Fazio lasciasse spazio a Bruno Vespa per l’approfondimento giornalistico politico.

Il danno per Fazio, insomma, ammonta a un’unica puntata, quella della prima settimana di giugno che, restando isolata dopo un periodo lungo di assenza, è stata giudicata dalla rete «sacrificabile». È solo che la De Santis, col direttore dei palinsesti Marcello Ciannamea, non ha pensato di avvertire dell’operazione l’ad Salini. Che l’ha presa molto male, ovviamente, chiedendo una relazione immediata a entrambi i dirigenti. Non tanto sulla natura della scelta, quanto sul «perché hanno deciso tranquillamente di non avvertirlo», si dice al settimo piano di viale Mazzini. Solo dopo l’arrivo della relazione, che era atteso già per ieri sera, l’ad prenderà la sua decisione. Che potrebbe anche prevedere, in ultimo, una sorta di «puntata finale riparatrice» per Fazio, uno «speciale» a elezioni avvenute. Ma la questione è ancora tutta da discutere e comunque non inciderà su un palinsesto, quello delle prossime settimane, già disegnato e approvato da tempo.

image

La polemica ha tuttavia messo in evidenza il tipo di rapporti che ci sono, in questo periodo, ai vertici della Rai dove oggi, probabilmente, il cda provvederà a varare un corposo pacchetto di nomine. Motivo, nei giorni scorsi, di un nuovo scontro tra il presidente Rai, Marcello Foa, e lo stesso Salini a causa delle pressioni del primo sul secondo per una serie di nomi in lizza.

La questione Fazio è arrivata in un momento in cui «non si sentiva la necessità – si dice a viale Mazzini – di nuove tensioni politiche». Tuttavia inevitabilmente esplose. Con Matteo Salvini che, per prendere le distanze dal direttore di Raiuno, considerata vicina alla Lega, l’ha buttata lì con ironia: «Vorrei che Fazio stesse in onda 365 giorni l’anno, più fa propaganda alla sinistra, più gli italiani aprono gli occhi».

«Su Fazio chiamatela come volete – ha invece attaccato il segretario del Pd, Nicola Zingaretti –, io la chiamo censura contro la libertà di espressione». Luigi Di Maio ha indossato i panni del pompiere: «Questa polemica sulla Rai non è la risposta che i cittadini chiedono. Preferisco parlare dei problemi del Paese», ha scritto in una nota il capo politico del M5s.

«Speriamo – si è augurata infine l’azzurra Mara Carfagna – che questa polemica non sia un pretesto per mettere in discussione l’unica nomina femminile di rilievo fatta da questo governo».