Matteo Salvini a un comizio con Maurizio Fugatti (Ansa)
Matteo Salvini a un comizio con Maurizio Fugatti (Ansa)

Trento, 22 ottobre 2018 - Elezioni in Trentino, la Lega è il primo partito col 27,09% (69.116 voti). Il leghista Maurizio Fugatti è riuscito a "fare la storia", come il leader del suo partito, Matteo Salvini, ha più volte ripetuto nel suo tour elettorale in provincia. Anche i risultati in Alto Adige galvanizzano il leader del Carroccio - che vola a Bolzano (è il primo partito) e conquista il terzo posto generale dopo Spd e l'ex grillino Paul Koellensperger - ma i numeri del successo in Trentino sono davvero eclatanti. 

Dietro al Carroccio c'è il Pd, col 13,93%, il Patt col 12,59% e il M5s col 7,23%. L'elezione di Fugatti strappa la guida della provincia di Trento al centrosinistra, che ne ha presieduto l'autonomia per vent'anni (provinciali 2013: Pd oltre il 22%, Patt al 17,55%, la Lega poco sopra il 6% e il M5s non era arrivato al 6%). E nel primo pomeriggio il vincitore dichiara: "I trentini ci hanno dato un forte mandato. Lo avevamo detto negli ultimi giorni di campagna elettorale: qui chiunque vinca, per farlo nel migliore modo possibile abbia un forte mandato popolare". Ancor prima, l'avversario dem Giorgio Tonini si era complimentato.

SALVINI - Ma a esultare più di tutti è il vicepremier Salvini. Quelle in Trentino Alto Adige "sono le prime elezioni vere dopo 4 mesi di massacro mediatico", ha detto in conferenza stampa aggiungendo che "a Trento e Bolzano c'è gente che sa far di conto" e quindi il risultato del Carroccio "vuol dire che è soddisfatta di quello che la Lega ha fatto nei primi quattro mesi".

E ancora, i risultati delle provinciali di Trento e Bolzano - ragiona Salvini - dimostrano che "i cittadini credono più a noi che a Bruxelles e ai media". "La Lega è primo partito a Bolzano, il suo candidato quasi al 50 per cento a Trento, con la Lega che doppia il Partito democratico, è qualcosa che mi riempie di gioia, di soddisfazione, di emozione e che mi ripaga di tanti attacchi subiti", ha detto Salvini. E non resiste dal lanciare la frecciata all'opposizione sconfitta: "Il dato eclatante è che con la cura Letta, Renzi, Gentiloni Martina il partito democratico scompare da Trento e Bolzano", sottolinea.

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I COMPLIMENTI DELL'AVVERSARIO - "Mi sono complimentato con Maurizio Fugatti, perché è il nuovo presidente e gli ho augurato buon lavoro - commenta l'ex senatore Giorgio Tonini (Pd) -  La nostra opposizione sarà intransigente sulla difesa dell'autonomia, perché vediamo una contraddizione con l'impostazione nazionalista di Salvini. Avremo invece un atteggiamento selettivo quanto alle proposte di governo e sosterremo ciò che ci convince, per essere costruttivi sulle questioni di governo in Consiglio provinciale". 

CANDIDATI a 'DUELLO' -  Maurizio Fugatti, 46 anni, è sottosegretario alla Salute nell'attuale governo Conte. Nato a Bussolengo (Verona), vive ad Avio, in Trentino, e ha due figli. Laureato in Scienze politiche a Bologna, commercialista di professione, ha iniziato ad Avio la sua carriera politica, in Consiglio comunale, per diventare segretario regionale della Lega Nord nel 2005. 
È stato eletto deputato una prima volta nel 2006 e una seconda nel 2008, stesso anno in cui viene eletto consigliere provinciale in Trentino e si dimette dopo poche settimane per scegliere il Parlamento. Alle provinciali del 2013 è stato candidato governatore, appoggiato da un solo partito oltre alla Lega Nord, e non è stato eletto, ma è entrato in Consiglio, per dimettersi alla rielezione a deputato il 4 marzo scorso. 

Giorgio Tonini, 59 anni, è nato a Roma e vive a Trento, è sposato e ha sette figli. Laureato in filosofia a Roma, politico e giornalista, è stato tra i fondatori dei Cristiano Sociali nel 1993 e ha coordinato il movimento dal 1999 al 2002, per diventare poi nel 2000 membro della segreteria dei Ds, con Veltroni segretario.
Viene eletto senatore una prima volta nel 2001 con l'Ulivo, una seconda nel 2006. Aderisce al Partito democratico a ottobre 2007 ed è uno dei dieci "saggi" che hanno scritto il manifesto del Pd, membro dell'esecutivo nazionale del partito fino alle politiche del 2008, quando viene eletto senatore per la terza volta, poi la quarta nel 2013. Non si è ricandidato a marzo di quest'anno.