Roma, 14 giugno 2018 - Luigi Di Maio lancia un altolà a Matteo Salvini sull'abolizione del tetto ai contanti. "Per me non ci dovrebbe essere nessun limite alla spesa  - aveva detto ieri il leader della Lega - : ognuno è libero di pagare come vuole e quanto vuole". Una dichiarazione che suonava di proposta e che incassa questa mattina la puntualizzazione del ministro del Lavoro, nonché vicepremier come Salvini.  "Nel contratto di governo questo punto non c'è", precisa Di Maio a 'Rtl 102,5 in riferimento all'eliminazione del tetto ai pagamenti cash. "Lavoriamo su altri fronti - aggiunge -: per esempio quello che vivono tanti commercianti in Italia, nel pagamento elettronico, dobbiamo eliminargli i costi". Quindi ricorda che il ministro dell'Interno parlava a titolo personale. 

REDDITO DI CITTADINANZA E 'DECRETO DIGNITA'' - Di Maio insiste, invece, sul reddito di cittadinanza. Il ministro assicura che nella legge di bilancio di quest'anno si dovrà avviare il fondo per mettere in atto la misura.  Alla domanda se ci sarà il reddito di cittadinanza nel 2019,  Di Maio risponde: "lo spero".

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico annuncia che il suo primo decreto si chiamerà "decreto dignità". Sarà un provvedimento per "ridare dignità a categorie che hanno dato il sangue in questi anni". Avrà quattro punti fondamentali: facilitazioni per le imprese, eliminare "tutte quelle cose come lo spesometro, redditometro e studi di settore". Delocalizzazioni: chi prende fondi dallo Stato non può andare all'estero. La terza questione è "la lotta alla precarietà: ridurre il rinnovo illimitato dei contratti a tempo determinato e dare garanzia a nuove categorie tipo i riders che sono le prime persone a cui ho aperto le porte del ministero del Lavoro". Infine, c'è la questione del gioco d'azzardo: "Come ministro dello Sviluppo economico voglio evitare la pubblicità del gioco d'azzardo". 

NOMINE RAI-  A Rtl 102.5, il vicepremier dei 5 Stelle parla anche di nomine Rai. "Siamo d'accordo nel governo che non dobbiamo assolutamente cedere o praticare meccanismi di lottizzazione - dice -, la nostra idea è premiare il merito". E spiega: "Individueremo i migliori profili che possono gestire quell'azienda culturale e lo faremo con persone che non devono essere legate alle forze politiche che stanno all'interno di questo governo".

E proprio sulla sua delega al comparto tlc, getta acqua sul fuoco. "Penso che non ci debba essere questo complesso per cui ogni volta che si parla di telecomunicazioni si preoccupa la famiglia Berlusconi: noi faremo rispettare la legge, porteremo avanti tutto quello che si deve portare avanti". L'esempio è, appunto, la Rai che per Di Maio "non sarà pià appannaggio della politica, deve fare promozione della cultura in Italia e nel mondo".