Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio (ImagoE)
Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio (ImagoE)

Roma, 22 settembre 2020 - "La più grande sconfitta del Movimento". Non usa mezzi termini Alessandro Di Battista nell'analizzare il risultato dei 5 Stelle alle elezioni regionali 2020.  "Se c'è una cosa sgradevole nelle elezioni è che poi sembra che abbiano vinto tutti - premette in un video in diretta su Facebook -. Così evidentemente non è e bisogna affrontare la realtà con onestà e lucidità". Anche la vittoria del sì al referendum entra nel mirino: "il 70% dei voti non possono essere considerati un successo del solo M5s. Si rischierebbe di commettere un errore", dice. Perché "tante persone che hanno votato sì non apprezzano il Movimento 5 stelle, anzi lo detestano". Motivo per cui "un eccesso di esultanza penso che sia fuorviante e non sia giusto".

Di Battista scorri i dati delle regionali, dalla Campania al Veneto dove il M5s con il 2,69% non potrà nemmeno fare opposizione nei prossimi cinque anni. Ed emette la sua sentenza: "E' una debacle", dice. "In Campania - spiega - passiamo dal 17 al 10%, la Regione del ministro degli Esteri, del presidente della Camera. In Puglia dal 17 al 10%. In Liguria dal 22,3 al 7,8%".

Quindi attacca chi parla oggi di alleanze. Come ha fatto Luigi Di Maio, intervistato dal Fatto Quotidiano. "Dove siamo in coalizione spesso andiamo meglio nelle urne - ha detto il ministro degli Esteri -. E questo deve farci valutare anche intese con liste civiche", ha aggiunto. E quando all'ex capo del M5s è stato fatto notare che secondo Di Battista 'scegliere il meno peggio porta inevitabilmente alla distruzione', Di Maio ha risposto: "Grazie a un compromesso di governo siamo arrivati a scegliere Conte, e non mi pare affatto il meno peggio".

Compromessi o alleanze, parole che non vanno giù all'attivista pentastellato romano: "Non è questo il tema - sottolinea Di Battista - , il tema è l'innegabile crisi identitaria del M5s" e di quel "sogno cui hanno creduto in tanti ma in cui oggi non credono più" facendo così "mancare le ragione per votare i 5s", "indebolendoci" e facendo sì che "con queste percentuali, tra due anni e mezzo sarà più facile la restaurazione". L'ex deputato grillino traccia la 'sua' via: "L'unica cosa da fare sono gli Stati generali il prima possibile, ben partecipati, ben organizzati con un nuova agenda per uscire dal buio".

Fico

Anche secondo il presidente della Camera Roberto Fico, il M5s "ha perso nettamente le elezioni regionali. Ora come in passato". Ma "non vorrei però che si facesse l'errore di collegare la crisi del M5s alla sconfitta delle regionali". Perché "la crisi di identità non nasce con questa sconfitta ma è una cosa che va avanti da molto tempo". Ed è "inutile pensare di dare colpe a qualcuno: si sta assolutamente sbagliando perché il Movimento é arrivato qui per merito e colpa di tanti, la responsabilità è assolutamente collettiva".

Fico ha ribadito la necessità di fare gli Stati generali del M5s convocati "ormai da molto tempo ed interrotti a causa dell'emergenza Coronavirus".  Un ritado che "non è una colpa: è arrivato il Covid e li abbiamo sospesi". Quandi ci sarà un confronto "senza guerra tra bande e personalismi e egocentrismi, allora potremo intraprendere una strada". Infine, il ringraziamento a "Vito Crimi che in questo periodo ha dialogato con tutti i parlamentari".