Il sottosegretario Claudio Durigon con Matteo Salvini
Il sottosegretario Claudio Durigon con Matteo Salvini
Il segretario del Pd, Enrico Letta, chiede le dimissioni del sottosegretario leghista Claudio Durigon. "È incompatibile con la nostra Costituzione intitolare un parco a Mussolini – tuona l’ex premier dal caffé della Versiliana di Marina di Pietrasanta – Credo che Durigon abbia dimostrato la sua totale incompatibilità con il ruolo che sta avendo, che è quello di rappresentante delle istituzioni che ha giurato sulla Costituzione". COMMENTO / Durigon e il passato che non passa - di PF De Robertis Nonostante l’affondo del leader dem, però, la possibilità che, alla ripresa post-ferie, nell’aula della Camera dei Deputati, l’esponente del Carroccio venga sfiduciato appare ancora piuttosto remota. Anche perché da fonti della Lega...

Il segretario del Pd, Enrico Letta, chiede le dimissioni del sottosegretario leghista Claudio Durigon. "È incompatibile con la nostra Costituzione intitolare un parco a Mussolini – tuona l’ex premier dal caffé della Versiliana di Marina di Pietrasanta – Credo che Durigon abbia dimostrato la sua totale incompatibilità con il ruolo che sta avendo, che è quello di rappresentante delle istituzioni che ha giurato sulla Costituzione".

COMMENTO / Durigon e il passato che non passa - di PF De Robertis

Nonostante l’affondo del leader dem, però, la possibilità che, alla ripresa post-ferie, nell’aula della Camera dei Deputati, l’esponente del Carroccio venga sfiduciato appare ancora piuttosto remota. Anche perché da fonti della Lega fanno trapelare: "Se cade Durigon noi ce ne andiamo dal governo".

Si aprirebbe infatti una crisi politica, cupa e complicata, nel governo Draghi, con il vecchio centrodestra da una parte e il ‘nuovo’ centrosinistra dall’altra. La possibilità che, invece, il buon Durigon (classe 1971, nato a Latina, ma di origini venete, ex leader del sindacato della destra sociale, l’Ugl) rimetta le sue deleghe in mano al premier e torni a fare il deputato semplice è discreta, se non alta.

Ma che cosa succede? Succede che, a scoppio molto ritardato, e solo dopo la sollevazione dell’Anpi e di altre associazioni, M5s e Pd si sono accorti che Durigon, per le sue uscite pubbliche, è "incompatibile" con la sua carica. Giorni fa, il sottosegretario, preso dall’amore per la sua terra (Latina, edificata e bonificata dal Duce) ha detto che vorrebbe cambiare nome al parco che, oggi, è intitolato ai giudici ammazzati dalla mafia, Falcone e Borsellino, per intitolarlo a Mussolini (Arnaldo, fratello del Duce, gerarca del fascismo).

Dal Pd al M5s, passando per LeU e, soprattutto, per Sinistra italiana di Fratoianni (i primi a sollevare, inascoltati, da giorni, il caso), ne chiedono ora le dimissioni, compresi onorevoli di Forza Italia (Elio Vito). Piccolo particolare: Sinistra Italiana sta, orgogliosamente, all’opposizione di Draghi, tutti gli altri al governo (con la Lega di Salvini). Per Giuseppe Conte, Durigon vuole "cancellare anni di lotta alla mafia e il sacrificio dei nostri uomini migliori, per giunta allo scopo di restaurare il ricordo del regime littorio". Per il segretario del Pd, Enrico Letta "chi parla di parco Mussolini, semplicemente deve dimettersi". Fonti dem confermano che "l’orientamento" del Pd è quello di votare la mozione di sfiducia del M5s al sottosegretario leghista, tema che, però, "si vedrà alla ripresa dei lavori parlamentari".

Per conto dei 5Stelle, interviene anche il ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli: "Quanto ha detto non è compatibile con la sua permanenza al governo. Mi auguro non si arrivi alla mozione di sfiducia, credo che sarà necessario un passo indietro". Anche Elio Vito, di Forza Italia, è dello stesso parere: "Voterò la mozione di sfiducia a Durigon del M5S. L’antifascismo è un valore fondante la Repubblica. Spero di non essere il solo in Forza Italia". Mozione di sfiducia che, oltre ai 5Stelle, intende presentare proprio Nicola Fratoianni di Sinistra italiana che sottolinea "il silenzio di Draghi". Per LeU interviene Federico Fornaro, capogruppo alla Camera, e dice: "Durigon si dimetta subito".

Il sottosegretario Durigon, peraltro, era già finito nell’occhio del ciclone quando, ad aprile, un’inchiesta del sito Fanpage rivelò che il leghista si ‘vantava’ di essere stato lui a nominare il generale della Guardia di Finanza che sta indagando sui 49 milioni di finanziamento pubblico arrivati alla Lega. Insomma, per il prode Durigon, i guai – e gli esami – non finiscono mai.