Salvatore Ferragamo
Salvatore Ferragamo

Milano, 13 gennaio 2020 - Esplorazione intorno alla tradizione. Riscoperta del "classico" che oggi necessariamente deve essere moderno e fuido. E attenzione obbligatoria alle materie naturali, alla vita sostenibile degli abiti e degli accessori. Nel terzo giorno di Milano Moda Uomo si sente molto parlare di tutto questo nei backstage e nelle prime file delle sfilate. La voce degli stilisti è una sola: combattere l’ovvio, l’impacchettato, il total look ridicolo ormai, risvegliare l’armadio dell’uomo col colore anche acceso e talvolta stravagante, lavorare sui grandi pezzi immortali, dal cappotto lungo al parka supercaldo, dal montone all’imper perfetto.

Torna nel Calendario maschile di Camera Moda un brand importante per fama e internazionalità come Salvatore Ferragamo che sfila nella magnificenza della Besana con il direttore creativo Paul Andrew che esplora con sicurezza le diverse identità maschili con un tocco di nonchalance raffinata e di precisa sensualità. "Mi sono chiesto: cosa significa essere uomo nel 2020? – si domanda Paul Andrew mentre saluta Leonardo Ferragamo e Micaela Le Divelec e gli ospiti come Luca Guadagnino, Diodato, Hero Fiennes-Tiffin e Eric Underwood – e sono partito da sei archetipi come Biker, Businessman, Pilot, Sailor, Soldier e Surfer, vestiti con quell’artigianalità che è nel Dna di Salvatore Ferragamo da sempre".

L’approccio è per forza anticonformista come col gessato che ha i pantaloni al ginocchio e si porta con gli stivali rigidi, come il completo militare coi disegni speciali e inediti, mescolando i materiali più lussuosi e le forme più rilassate. Molto belli i pantaloni con doppia piega sul davanti e il velcro che regala libertà e casualità del vestire, la tuta di pelle nera da aviatore, i tweed e la spina di pesce per il classico rivisitato. Tante identità d’uomo per tanti paesi del mondo, tra superover e slim fit, la cintura con la fibbia del nuovo Gancini più squadrato che piacerà ai Millennials, le sacche di vitello pieno fiore come quelle dei pescatori.

Prada
Da Prada i modelli si muovono in una piazza ideale dove troneggia un cavallo bianco col suo cavaliere. Per il suo antieroe Miuccia guarda alla nuova mascolinità di alcuni look che chiama "surreal chic", ricordando che nella posizione dello stilista bisogna rispettare il valore del lavoro e la qualità della moda. "Solo così i giovani capiscono e trovano la loro strada", dice Miuccia Prada che ha lavorato su una eleganza così esagerata da sembrare appunto surreale, "talmente elegante da non essere normale". Vestiti piatti, cappotti over e dritti, giacche boxy e maglie di lana aderenti al corpo e molto sexy. "Anche i nostri fornitori sono già pronti per la sostenibilità, tutto costa di più ma la direzione è solo questa", conclude Miuccia Prada.

Tod's

Interessante, completa, esasperata per bellezza e artigianalità pura, la collezione di Tod’s che vede il debutto del direttore creativo Walter Chiapponi che in un mese, coadiuvato da un team stilistico interno, ha fatto miracoli e meraviglie. Nel T Club Diego e Andrea Della Valle si complimentano con Chiapponi insieme al brand general manager di Tod’s Carlo Alberto Beretta: il rispetto dell’heritage si coniuga ad una decisa visione del futuro, per "moderni leader di eccentricità che amano il bello in assoluto", come spiega lo stilista. Il buon gusto all’italiana nella reinterpretazione del Winter Gommino come nei piumini con le tasche profilate di pelle.

Etro
Da Etro il direttore creativo Kean Etro espone i quadri di famiglia che rappresentano il patrimonio di cultura e memorie. Un nuovo twist esotico, un po’ irriverente, che arriva dall’Argentina amatissima da Kean contamina la collezione che ha un forte senso di avventura. Poncho ispirati alle vecchie coperte sui completi di velluto nei colori delle spezie, decori paisley sui gilet imbottiti, borsoni con tocchi punk, maxi cardigan doppiati di sete a motivi tappeto. Un Etro fascinoso e romantico.
Tutta da vendere e da comprare la collezione di MSGM con lo stilista fondatore e proprietario del brand Massimo Giorgetti che ha scritto tutta la sua ammirazione a Dario Argento e dai suoi film come Profondo Rosso ha preso intriganti ispirazioni.
 

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