Milano, 17 aprile 2018 - Piccoli divertissement domestici per una casa che profuma di gioco e di ironia, di relax e di divertimento, per sfide giocherellone tra amici e chiacchiere coccolose coi cuccioli che invadono le stanze della nostra vita. E un’idea tanto tenera e forte di abitare non poteva che essere accolta negli spazi della boutique Vivienne Westwood di Corso Venezia 25, a Milano, dove da oggi a domenica, in occasione delle intense e intelligenti giornate della Milano Design Week, vengono presentate due importanti realtà creative e imprenditoriali che mettono al centro della loro filosofia la libertà, bandiera sempre in alto nella maison della stistista inglese, maestra di stile e di avanguardia, regina del punk e dell’eleganza sublime e densa di significati anche sociali, che ha tantissimi allievi famosi nel fashion internazionale. Ed ecco alla corte di Dame Vivienne, sullo sfondo dei suoi abiti dai seducenti corsetti e le sue giacche sapientemente scolpite sul corpo, i nuovi calciobalilla Flamingo di FAS Pendezza, azienda di puro Made in Italy, in bianco, nero e rosso e i pezzi per indoor e outdoor del creativo Kenneth Cobonpue, nato nelle Filippine, con studio a New York e pluripremiato nel mondo per il suo tratto all’insegna della natura per addolcire le atmosfere domenistiche tra lampade, paraventi come origami e sedute paradisiache. Il caro vecchio biliardino da oratorio diventa oggetto di stile e di culto con gli originali Flamingo, il bambù e il rattan come il metallo sostenibile di Cobonpure ridisegnano atmosfere di moderno relax. In questo universo di bellezza contemporanea gli ospiti del Salone del Mobile verranno accolti da stasera in boutique da Simone Castelli, direttore della boutique milanese di Vivienne Westwood.

Clara Buoncristiani, pr boutique Firm, ha scelto queste due realtà per questo dialogo attivo sui confini della casa moderna nella boutique Vivienne Westwood di Corso Venezia dove tutto rimanda all’anima geniale e trasgressiva della stilista che ha cambiato il volto della moda fin dai primissimi anni Settanta ed ora, col marito Andreas Kronthaler direttore creativo del brand, porta avanti una serie di messaggi e di impegni che dall’abbigliamento mirano alla salvezza del pianeta. Nessuno dimentica le passerelle audaci ma al tempo stesso ricche di valori che hanno inneggiato con Vivienne al Save The Arctic, alla Climate Revolution, al Save Venice. «Ci piace molto raccontare la nostra storia di valori – spiega Giorgio Ravasio, country manager di Vivienne Westwood Italia – come pure ricordare che la nostra produzione è tutta Made in Italy da sempre. E questo vogliamo significare con l’evento per il Salone del Mobile, la forza delle idee costruttive e progetti come questi che migliorano la qualità della vita nelle nostre case».

Nel quartier generale milanese della società Vivienne Westwood Srl che da 15 anni è il faro dell’energia copiatissima della stilista inglese che ha cominciato le sue trasgressioni con Malcom McLaren, si respira la libertà e la coerenza di questa maison ancora indipendente, che ha in Mario D’Amario l’amministratore delegato e socio che ha saputo traghettare il brand negli ultimi trent’anni tendendo sempre alta l’essenza purissima di un marchio che sfila a Londra, Parigi e Milano con enorme ammirazione e rispetto, distribuito in ottanta paesi al mondo, solido e concreto. «Oggi la ribellione vera è l’eleganza – dice Giorgio Ravasio – e l’impegno è tutto per salvare il Pianeta. E il nostro messaggio arriva subito dalla nostra etichetta, con dichiarazione di intenti ecologici e con quella vena di unisex che Vivienne ha lanciato per prima al mondo in anni lontani da quel genderfluid che tanti scoprono solo ora». Nel quartier generale della creatività a Londra lavorano con la Westwood e il marito Andreas 80 persone, impegnate sulla varie collezioni uomo, donna, abbigliamento e accessori, bijoux e foulard, delle linee che abbracciano ogni fascia di clientela dalla più sofisticata alla più giovane. “Oggi Vivienne spinge molto l’idea di comprare meno ma meglio _ conclude Ravasio _ e anche in questa filosofia si distingue da tutti e dalla mania dello shopping a tutti i costi. Insomma risparmiamo sulle risorse, no allo spreco, cominciando ad elaborare uno stile di coppia con una giacca che possa andare bene a lei e a lui”. E nell’armadio come per l’arredo della casa vincono gioco, armonia e natura.