Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci
Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci

Roma, 24 maggio 2020 - Un nuovo inizio, una nuova storia. Alessandro Michele annuncia il futuro di Gucci. E lo fa sull'account Instagram della fashion house ieri notte con una serie di post celesti in italiano e rosa in inglese che portano tutti la sua firma.

Appunti di pagine di un diario che durante questi giorni di lockdown lo hanno portato a riflettere sul mondo del fashion e dei suoi riti. "Abbandonerò il rito stanco della stagionalità - scrive Michele, direttore creativo di Gucci dal 2015 nel post datato 3 maggio - e degli show per riappropriarmi di una nuova scansione del tempo, più aderente al mio bisogno espressivo. Ci incontreremo solo due volte l'anno per condividere i capitoli di una nuova storia. Capitoli irregolari, impertinenti e profondamente liberi. Saranno scritti mescolando regole e generi".

Dunque Gucci esce per ora da ogni calendario di fashion week puntando a due soli appuntamenti (finora ha sfilato durante Milano Moda Donna o Milano Moda Uomo e una sola volta eccezionalmente nella settimana della moda a Parigi), con collezioni seasonless, con quel tocco geniale che tutti riconoscono ad Alessandro Michele che ha esaltato il Dna e l'heritage del brand cambiandolo però profondamente in valori ed immagine, lanciando per primo il genderless con alcune memorabili provocazioni e coltivando un'idea di lusso stratosferico e giovanilissimo.

Tanto da portare il marchio ad un fatturato di quasi dieci miliardi di euro, sotto la spinta coraggiosa e fantastica del presidente di Gucci Marco Bizzarri che lo ha chiamato alla direzione creativa.

Così dopo Anthony Vaccarello per Saint Laurent che ha annunciato l'uscita dal calendario di Parigi il 27 aprile scorso, ecco ancora un altro passo verso il  "liberi tutti" del fashion.

Giorgio Armani il 27 marzo dalle pagine di WWD aveva avviato per primo la riflessione sui nuovi tempi della moda. Ora per importanza e fama di brand la posizione di Gucci apre nuovi e interessanti scenari che rischiano di influire sulle fashion week internazionali. Alessandro Michele dice anche basta ai termini come Cruise o Prefall, vocaboli che rappresentano "l’armamentario di sigle che hanno colonizzato il nostro mondo, parole che mi sembrano stantie e denutrite".

E sta pensando di trovare nella musica classica l’alleato alla sua poetica. Ci saranno così le collezioni e le sfilate ispirate alle sinfonie, alle rapsodie, ai madrigali, ai minuetti, ai notturni e ai concerti.

"Perché’ la musica - dice Michele - viaggia attraverso i confini riannodando la fragilità’ all’infinito". Nei post Alessandro cerca di risalire alla sua passione per la moda e al suo sbocciare, interrogandosi anche sulla "tirannia della velocità" che ha costretto gli ultimi tempi del Fashion sistema. "Era troppo furioso il nostro fare, troppo insidiosa la nostra corsa. Sento l’esigenza di un tempo mio".