Cristina Chiabotto indossa un modello Coveri della collezione primavera/estate 2005
Cristina Chiabotto indossa un modello Coveri della collezione primavera/estate 2005

Viareggio,  2 febbraio 2020 - La sua moda è stata puro colore, felicità piena, essenza di gioia. Ed Enrico Coveri, per carattere, cuore, genialità era come la sua moda. Rapito da un destino ingrato alla famiglia amatissima, al mondo del fashion, ai tantissimi amici nel dicembre 1990 nella sua casa fiorentina che si affaccia sull’Arno, questo creativo assoluto che già a 25 anni aveva conquistato Parigi con le sue scintillanti passerelle (era nato a Prato nel 1952) ha lasciato un’impronta unica e ancora attualissima nel panorama internazionale dello stile anche perchè i suoi abiti sono sempre stati vicini all’arte contemporanea, spesso ispirati dai migliori talenti del tempo, veicolo essi stessi di una cultura del bello, di casa ancora oggi nella maison. Ne è testimone anche l’ultima collezione di questa primavera-estate 2020 ispitata ai disegni e ai colori forti e veri di Daze. 

Ora tutta questa energia mai dispersa, portata avanti dopo la scomparsa del fondatore dalla sorella Silvana Coveri, da sempre amministratore unico col figlio terzogenito Francesco Martini Coveri direttore creativo del brand dal 2001, arriva a Viareggio con Enrico Coveri tra i protagonisti di questa edizione del Carnevale con una mostra che svela al mondo la moda, l’arte e l’allegria del colore, dalla collezione d’arte della famiglia Coveri che venerdì scorso ha aperto 'Festa. Enrico Coveri Art Collection' al GAMC di Viareggio (Galleria d’arte Modena e Contemporanea) con 40 opere alcune delle quali mai esposte finora. Un progetto curato dallo stesso Francesco Martini Coveri, con la storica dell’arte Beba Marsano che ha raccontato tanta parte della vita dello stilista grande amico di Andy Wharol e di Keith Haring, vicinissimo a Renato Guttuso di cui possedeva alcune delle opere più significative e belle, delle sue collezioni che giocano con la Pop Art come nessuna casa di moda degli anni Ottanta e Novanta.

"Mio fratello Enrico amava il Carnevale e fin da bambino dovevo accompagnarlo alle feste e ai corsi mascherati – racconta Silvana Coveri –. E quando la presidente della Fondazione Carnevale Maria Lina Marcucci ci ha proposto questa dedica speciale alla sua moda ci siamo subito entusiasmati, io, Francesco e mia figlia Gianna Martini Coveri con mia nipote Martina che ha aiutato nell’allestimento. Questa mostra è importante per Viareggio e per noi. Lo ricordo ancora da piccolo in maschera da cow boy o da diavolino! E poi come dimenticare la grande festa di Carnevale che Enrico fece nel 1985 a Venezia? Un evento memorabile. Ora dopo 35 anni eccoci a Viareggio con le nostre opere di famiglia e tanti bei vestiti".

Un omaggio e una testimonianza al tempo stesso che sarà al GAMC fino al 15 marzo. "Sono un collezionista istintuale", diceva di sé quell’enfant prodige della moda che è stato Enrico Coveri, ossessionato magnificamente dall’arte che riviveva sulle tele dei suoi vestiti in passerella e nelle vetrine, alfiere fierissimo di quel graffitismo che ha lanciato nel mondo. Per i primi dieci anni di successi, Enrico invita 100 artisti a realizzare un’opera ispirata all’universo Coveri.Dopo Enrico questo slancio non si perde. La sorella Silvana, suo alter ego, e il nipote Francesco Martini Coveri, riprendono questa grande tradizione, flirtando con artisti in nome di quella joie de vivre, che ha fatto dello stile Coveri un’icona di ottimismo.