Brunello Cucinelli (Crocchioni)
Brunello Cucinelli (Crocchioni)

Perugia, 19 marzo 2020 - L'ha chiamata "Lettera di Primavera", indirizzata "ai miei stimatissimi collaboratori e agli amici nel mondo". L'ha scritta due giorni fa, il 17 marzo, nel Castello di Solomeo, il paese antico e caro dove vive e lavora, il luogo dell'anima di Brunello Cucinelli e della sua famiglia, dove tutto è cominciato, trasformando le idee e la visione di un giovane umbro che passava tante ore al bar dopo aver aiutato il babbo nei campi e terminato gli studi da geometra, in uno dei più bei marchi di moda del mondo. Lavoro e passione, passione  e lavoro, e il credo in un mondo che ama la natura, la vita semplice, il rispetto per i dipendenti, la fiducia nel futuro e la condivisione di successi e responsabilità. 

Uno degli uomini più conosciuti e stimati e amati al mondo, per tutti il "re del cachemere" scrive una lettera agli "stimatissimi giornalisti di tutto il mondo" che due anni fa per i 40 anni del brand hanno visitato Solomeo e apprezzato il caso industriale Cucinelli in tutta la sua saggezza e preveggenza, per fermare l'attimo di questo momento storico tanto difficile, con tanti riferimenti alla natura, al ritorno felice delle rondini che sono un "dono del Creato", alla voglia di tornare a vivere in modo semplice in famiglia tra gli affetti più cari, sfruttando a questo buon fine questa calamità: Brunello Cucinelli dice che ci dobbiamo un po' sentire come dei naviganti in cerca della giusta rotta, e tornare a tracciare solchi nella vita come lui faceva da ragazzo arando il campo del babbo. 

Non una riflessione solo calma e a tratti bucolica però, piuttosto un incitamento a rispettare le regole imposte dalle autorità per il bene comune, con la "certezza sempre viva" di tornare alla vita di sempre. Una lettera di un amico che infatti si firma alla fine solo "Brunello".