I BowLand (foto Ansa)
I BowLand (foto Ansa)

Roma, 16 novembre 2018 - Puntatona l'altra sera per il quarto live di X Factor. In tre finiscono al ballottaggio: Seveso Casino Palace, Naomi e Luna; il televoto salva Luna, i giudici - due a due - rimandano al tilt il verdetto dell'eliminazione. Fuori da X Factor alla fine i Seveso Casino Palace, appuntamento con tutti gli altri concorrenti giovedì prossimo: i ragazzi finalmente saranno chiamati a eseguire non una "cover" ma il proprio inedito. 

5- a Manuel: evidentemente molto stanco e stordito non solo si è perso per la strada la notizia della ristampa dopo trent'anni di "Bela Lugosi's Dead" dei Bauhaus ma si è convinto pure di essere stato inviato l'altra sera per sbaglio a fare il giudice di "Tale e quale show" invece che di X Factor. Solo a questo ovvio fraintendimento si devono le scelte aberranti della cover di Whitney Houston "I will always love you" per Sherol e di "Eppur mi son scordato di te" di Lucio Battisti per Luna. La prima, secondo il simulacro di Manuel, dovrebbe avere avuto un arrangiamento diverso e più moderno: in questo emisfero terrestre, non pervenuto. La seconda dovrebbe avere avuto un arrangiamento alla Mark Ronson, ma il risultato è - come dice Fedez - alla Alexia. Non per nulla la povera Luna rischia addirittura di uscire. Manuel, torna tra di noi, per pietà.

8+ a Mara, l'anziana rocchettara orgogliosamente triviale. Dinnanzi alla bella rilettura di Anastasio di "Another brick in the wall" dei Pink Floyd, la nostra è spettacolo allo stato puro: "Che musica, mi diverto, cazzo. Non c' è bisogno dell'alcol: mi sembra di avere 26 anni. Vaffanculo!".

9++ a Lodo. Gli danno dell'ecumenico, e lui ringrazia. Gli danno del buonista, e lui ringrazia. Non si è mai visto un giudice di talent (o un ospite di talk show) più sottotono e gentile di lui, ed era ora, in fondo. Ogni primo che passa, in tv, si sente legittimato a offendere, urlare, rivendicare, sbracare. Lodo Guenzi no: perché sarà anche vero che perde pezzi della squadra puntata dopo puntata, ma egli ha pur sempre dalla sua non solo le vecchie che ballano, ma addirittura i classici russi. A teatro in questi giorni Lodo è Leonid Gaev, quello che nel "Giardino dei ciliegi" accarezza la suppellettile: "Caro, rispettabile armadio! Celebro la tua esistenza che già da più di cent'anni è stata orientata a limpidi ideali di bontà e giustizia; il tuo silenzioso appello al lavoro fruttuoso non si è indebolito nel corso di un secolo, sostenendo (tra le lacrime) nelle generazioni della nostra famiglia il coraggio, la fede in un futuro migliore, stimolando in noi gli ideali di bontà e di coscienza sociale.... È qualcosa...". Qualcosa che a X Factor quest'anno, con lui, si può iniziare a capire.


7+++ ai lustrini. Delle giacche del presentatore Cattelan e dell'ospite del duetto "Posso" di Carl Brave, Max Gazzé. A proposito: 7+++ anche a Carl Brave per aver fatto cantare al posto suo Max Gazzé, che è parecchio più bravo, anzi proprio tra i due non c' è storia. 


8- ad Anastasio. E' un fenomeno, è bravissimo, eccetera eccetera. Però stavolta mi ha anche sbagliato il ritornello: "leave the kids alone", ha cantato, e l'originale è "leave us kids alone". Ovvia (sua) licenza poetica? Evitabile (mia) annotazione pedissequa?

6 a Renza. Canta "La costruzione di un amore" di Ivano Fossati urlando forse un po' troppo. Secondo Fedez, lei ogni puntata ha qualcosa che cambia, che si trasforma e si evolve. Io so cos'è: il rossetto. Le sfumature del rossetto, e anche quelle dell'ombretto, quelle per davvero cambiano sempre. Rosso scuro o meno scuro, giallo brillante o meno brillante. Veramente complimenti. Al truccatore.

10 a Sherol. Nonostante il Tale e quale show.

9 ai Bowland. Felicemente surreali. E, loro incolpevoli, protagonisti della più bella messinscena dell' X Factor post Tommasini, finora.