Firenze, 7 gennaio 2018 - In testa alle classifiche dei film più visti ,"Wonder" è una commovente (e vera) storia con Julia Robert e Owen Wilson nei panni dei genitori di un ragazzo speciale. Un film che ha toccato il cuore di moltissimi, tanto che ha già incassato 1 milione 988 mila euro al botteghino. "Se eistesse qualcosa capace di insegnare, è l’esperienza!, insegnano i saggi. Ed proprio da una brutta esperienza nasce “Wonder”, bestseller mondiale tradotto in 47 paesi (6 milioni le copie vendute), scritto da R.J.Palacio - pseudonimo dell’autrice americana Raquel Jaramillo ispirato al nome della madre, di origini colombiane - pubblicato per i tipi della casa editrice Giunti l dal quale è stata tratta la pellicola - toccante ma non stucchevole -  interpretato dal giovanissimo Jacob Tremblay. Ma veniamo all'origine del racconto.

Un episodio di vita vissuta ha colpita a tal punto R.J.Palacio, da diventare lo spunto per il suo fortunatissimo romanzo di esordio, un libro sulla gentilezza e sull’accoglienza nel quale racconta in prima persona la storia di Auggie, bambino affetto da una tremenda deformazione facciale che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia, per la prima volta affronta il mondo della scuola. La leggerezza e la semplicità della narrazione hanno conquistato subito tutti, tanto che il “Time” ha selezionato R.J. Palacio tra i dodici personaggi più influenti di inizio millennio, insieme a Barack e Michelle Obama e Malala Yousafzai, sia per Barnes & Noble’s sia per Amazon “Wonder” è stato "uno dei migliori libri middle-grade (8-12 anni) nel 2012" e, dal quale è stato tratto il film diretto da Stephen Chbosky, interpretato da Julia Roberts con Jacob Tremblay e Owen Wilson, che continua a restare in vetta alle classifiche dei più visti e apprezzati.

 

Cos’è stato a scuoterla tanto, Raquel?

"Il ricordo risale ad alcuni anni fa: ero in gelateria con i miei due figli in un parco di New York, quando il più piccolo, che all’epoca avrà avuto tre anni, scoppiò in pianti e urla alla vista di una bimba affetta da una grave malformazione al viso. Colta di sorpresa, per paura che anche il primogenito reagisse allo stesso modo, li ho presi per portarli via. La decisione di scappare per non aggravare la situazione non era però quella giusta; anzi, la sera stessa iniziai a sentirmi tremendamente colpevole per aver reagito in maniera stupida e insensibile".

Così è nato il diario di August, ma anche quello della sorella adolescente Via e dei compagni di scuola: come riusciranno a superare lo sconcerto per le fattezze del piccolo protagonista?

"L’obiettivo era esattamente quello, far capire a quante più persone possibile che davanti alla diversità, di qualunque genere essa sia, se la curiosità e accettabile, la paura e il panico non lo sono. “Wonder” è diventato uno strumento per professori e genitori, che talvolta non riescono a trovare le parole per spiegare ai ragazzi come affrontare il disagio di trovarsi al cospetto della diversità".

Com’è stato accettato dalle associazioni dei genitori di bimbi affetti dalla sindrome di Treacher Collins, quella che deforma il viso di August?

"La loro reazione è stata una mia preoccupazione da subito: non essendo né io né nessuno in famiglia colpiti da quella patologia cranio-faciale, temevo di venir fraintesa. Invece sono stati felicissimi".

L’arma segreta sembra essere la gentilezza...

"Proprio così, l’atteggiamento degli altri, insieme alla presenza di una famiglia in grado di creare una vera e propria rete di sostegno, sono gli ingredienti fondamentali. Determinante è comprendere l’importanza della scuola come luogo di confronto e di crescita, e ancora il potere dell’amicizia per combattere il bullismo e rafforzare l’identità dei ragazzi speciali: perché i bulli sono bulli in quanto figli di persone che insegnano la sopraffazione".

“Wonder” fa anche scoprire come siano gli adulti i primi a non sapersi comportare davanti una disabilità non conosciuta, che magari non colpisce l’intelligenza o la capacità di muoversi, ma l’idea che noi abbiamo di bellezza e perfezione.

"Non a caso sono stata io la prima, in quel parco di New York, a fuggire in preda al panico: per questo ho deciso di raccontare la storia di August. I libri hanno la capacità di dar vita a un cambiamento e di rendere il mondo un posto migliore).

Non aveva paura che, trasformando la storia di August in un film, questo messaggio potesse venir banalizzato?

"Ero spaventatossima. Ci sono voluti quattro anni e mezzo per trovare produttore, regista e attori giusti, ma dopo aver visto la versione non definitiva, posso affermare di essere oltremodo soddisfatta del risultato. E poi c’è Julia Roberts, un sogno che si realizza". E gli spettatori, sembrano apprezzarlo. 

letizia.cini@quotidiano.net