di Cesare Paroli

Volvo può vantarsi di essere pioniere della sicurezza stradale, fin dal 1959 quando per prima introdusse le cinture a tre punti senza brevettarle, rendendole così disponibili a tutte le case automobilistiche. Un’invenzione che, si calcola, abbia salvato oltre un milione di vite umane. Un lungo percorso che il marchio svedese (ora di proprietà del gruppo cinese Geely) ha arricchito fino ai tempi nostri col trionfo dei cosiddetti adas, cioè i vari sistemi di assistenza alla guida che, a regime, dovrebbero ridurre drasticamente gli incidenti. La prima causa dei sinistri è la distrazione. Lo conferma il vicequestore della Polizia, Federica Deledda, nel corso del recente Volvo Studio Talk, svoltosi a Milano, in teleconferenza con gli altri Volvo Center di Stoccolma, New York, Tokyo e Varsavia. Nell’occasione è stato fatto il punto sul progetto Icaro, attivo da molti anni, che parte dal presupposto che per avere dei bravi guidatori disciplinati occorra educarli fin da piccoli e dunque una grande campagna di educazione stradale nelle scuole: oltre 200mila studenti sono già stati coinvolti.

Proprio grazie alle nuove tecnologie Volvo vuole rendere più sicure le strade. Per prima cosa, da quest’anno ha introdotto su tutte le sue vetture un limitatore di velocità che non consente di superare i 180 kmh. Non solo. Sulle vetture di prossima generazione verranno installate telecamere per monitorare e contrastare gli effetti della distrazione del conducente o, peggio, della guida in stato di alterazione, intervenendo automaticamente in caso di pericolo. "La sicurezza – ha detto Michele Crisci, presidente di Volvo Italia – è da sempre il principio che guida le azioni di Volvo. Da questa tradizione viene il progetto di condivisione a favore della sicurezza di tutti, di cui siamo oggi protagonisti. Ma non basta, riteniamo che un costruttore automobilistico abbia il dovere di occuparsi di tutti i fattori che influiscono sulla sicurezza del traffico, compresi i comportamenti umani. Ci si chiede se un costruttore debba o meno lasciare il veicolo prendere il controllo in certe situazioni di guida; di fatto, accade già da tempo. Ad esempio, nel caso di Volvo, con la frenata automatica del City Safety che, in caso di distrazione di chi guida, evita l’impatto. Il principio è lo stesso, la tecnologia annunciata non fa che espandere quanto già applicato e solo in caso di necessità". L’obiettivo è arrivare in tempi brevi ad azzerare la mortalità per incidente a bordo delle vetture Volvo. Non solo. Visto che le donne sono quelle più esposte a subire lesioni, col progetto E.V.A. si studiano degli applicativi per eliminare questa criticità.