Lo stato dell’arte dei vigneti italiani fa sperare in vini di qualità, con alcune regioni, come Sicilia e Sardegna, che hanno alzato notevolmente il livello. Il report sull’andamento climatico-vegetativo della prossima vendemmia è stilato da Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini (Uiv). Ecco il quadro di alcune delle principali regioni. In Friuli Venezia Giulia, un autunno secco e un inverno di pioggia e nevicate, hanno influito sul ritardo vegetativo della vite. La vendemmia si annuncia su buoni livelli. In Trentino Alto Adige, la situazione è buona: il ciclo vegetativo e le fasi fenologiche sono fino a oggi regolari. Al di là di qualche piccolo danno da gelata avuto sulle varietà precoci, come Chardonnay e Marzemino, non si sono palesati problemi. Simile la situazione in Umbria dove, tolta qualche perdita da gelate in alcuni areali, si segnala un buono stato di salute dei vigneti. Restando nel Centro-Italia, si registra un normale sviluppo del vigneto del Lazio con una settimana di anticipo. Nelle Marche, anche la stagione invernale è stata più calda del normale, ma con precipitazioni più abbondanti. Il germogliamento delle principali varietà marchigiane quest’anno è avvenuto con un ritardo di 7-10 giorni. Il ritardo si sta recuperando. Il livello vegetativo è di buona vigoria. Scendendo verso Sud si rilevano in Abruzzo e Molise piogge scarse nei mesi primaverili per cui i vigneti giovani sono andati in sofferenza ma stanno recuperando. Nella zona occidentale del Veneto, dopo una primavera che ha visto un ritorno di freddo il germogliamento è stato ritardato anche di 15 giorni. A oggi la maturazione delle uve precoci è prevista ai primi di settembre. Si evidenzia una diminuzione di grappoli sulle varietà precoci (Pinot, Chardonnay) mentre per la Glera il numero di grappoli rispecchia la media. In tutte le zone vinicole della Lombardia si rileva a oggi una buona condizione dello stato fisiologico e sanitario dei vigneti. In Piemonte, c’è un panorama eterogeneo e si profila una vendemmia in tempi ‘normali’. In Emilia Romagna, dopo un inverno con modeste precipitazioni, si contano i danni delle gelate: nelle prime settimane di aprile le temperature rigide oltre ad aver provocato danni ad alcuni vitigni (Lambrusco Grasparossa nella zona pedecollinare modenese) hanno ritardato la vegetazione di 10 giorni. Dal punto di vista fitosanitario, le uve sono mediamente ottime. In Toscana, i primi mesi del 2021 hanno fatto registrare una pluviometria abbondante che ha dotato i vigneti di un ottimo approvvigionamento idrico di partenza. I primi germogli di Sangiovese sono apparsi tra ai primi di aprile con un leggero ritardo. Attualmente, si cominciano a vedere leggeri segnali di invaiatura nelle zone più calde della Toscana che fanno pensare a una vendemmia in linea con il periodo. In salute anche i vini della Liguria.