di Beatrice Bertuccioli Festa del Cinema di Roma numero 16, molto al femminile (22 opere di registe), molto internazionale (23 i Paesi presenti) e con un’anima pop. Parola di Antonio Monda, che ne è il direttore artistico per la settima volta, e di Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema di Roma. "Ma niente quote – precisa Monda – l’unico criterio seguito è la qualità". Dal 14 al 24 ottobre la Festa animerà il suo tradizionale quartier generale, l’Auditorium Parco della Musica, ma anche altri spazi della città. Internazionale, dunque. Saranno a Roma...

di Beatrice Bertuccioli

Festa del Cinema di Roma numero 16, molto al femminile (22 opere di registe), molto internazionale (23 i Paesi presenti) e con un’anima pop. Parola di Antonio Monda, che ne è il direttore artistico per la settima volta, e di Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema di Roma. "Ma niente quote – precisa Monda – l’unico criterio seguito è la qualità". Dal 14 al 24 ottobre la Festa animerà il suo tradizionale quartier generale, l’Auditorium Parco della Musica, ma anche altri spazi della città.

Internazionale, dunque. Saranno a Roma per ritirare il premio alla carriera, Quentin Tarantino e Tim Burton, registi di culto. Apertura della Festa con Gli occhi di Tammy Faye di Michael Showalter, con Jessica Chastain, chiusura nel segno dei supereroi Marvel, con Eternals di Chloé Zhao, la regista premio Oscar per Nomadland. Tra i 23 film della selezione ufficiale, C’Mom C’Mon di Mike Mills, con Joaquin Phoenix, un Cyrano in versione musical di Joe Wright, Les jeunes amant di Carine Tardieu, con Fanny Ardant. Atteso anche Kenneth Branagh con il suo Belfast, in collaborazione con “Alice nella città“, sezione autonoma e parallela, che porterà a Roma Johnny Depp per presentare la web-serie Puffins. Tra le presenze italiane, l’attesa serie di e con Verdone, Vita da Carlo, quella di Gabriele Muccino A casa tutti bene, il film di Zerocalcare Strappare lungo i bordi, il nuovo lavoro di Pif E noi come stronzi rimanemmo a guardare.

Dominano il programma le biografie, da quella, in anteprima mondiale, sul fuoriclasse Zlatan Ibrahimović a quella monumentale (8 ore), su Cassius Clay-Muhammad Alì. È un film, diretto da Sergio Rubini, I fratelli De Filippo, su Eduardo, Peppino e Titina. È la stessa ex “casco d’oro“ a raccontarsi in Caterina Caselli – Una vita, cento vite di Renato De Maria, mentre sono le figlie Enrica e Donata a raccontare il padre Eugenio Scalfari.

Un doc è dedicato alla produttrice Marina Cicogna, un altro rende omaggio a un’attrice meravigliosa, da molti anni malata e lontana dai riflettori, Monica Vitti, Vitti d’arte Vitti d’amore di Fabrizio Corallo. Ricorda il grande regista a cento anni dalla nascita Essere Giorgio Strehler di Simona Risi, mentre Luigi Proietti in arte Gigi è il tributo al grande attore romano realizzato da Edoardo Leo. Di Proietti viene proposta anche l’ultima interpretazione nel film di pre apertura Io sono Babbo Natale.

Protagonisti degli “Incontri ravvicinati“ con pubblico, tra gli altri, Tarantino, Burton, Alfonso Cuarón, Marco Bellocchio, i fratelli Manetti, Claudio Baglioni (che alla Festa presenta il suo film, opera-concerto In questa storia che è la mia), Zerocalcare, Luciano Ligabue e Fabrizio Moro. Tre le mostre: una dedicata ai quarant’anni del Marchese del Grillo, una a Zerocalcare e un’altra alle donne afghane raccontate dalle foto di Laura Salvinelli.