Jennifer Lawrence
Jennifer Lawrence

Roma, 16 settembre 2020 - Possono appartenere al mondo del cinema, della musica o della moda, ma le star di oggi hanno tutte una cosa in comune: sono molto attive sui social network. Per questa ragione potrebbe fare molto rumore la campagna #StopHateforProfit, che ha portato gente del calibro di Jennifer Lawrence, Leonardo DiCaprio, Sacha Baron Cohen, Katy Perry, Ashton Kutcher e Kim Kardashian West a decidere di silenziare i propri profili Facebook e Instagram nella giornata del 16 settembre. La ragione è molto seria e riguarda direttamente le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, che si terranno all'inizio di novembre 2020.

Boicottare i social

La campagna #StopHateforProfit è stata lanciata a giugno e ormai è stata fatta propria da migliaia di aziende e di gruppi che si battono per i diritti civili, oltre che da decine di star. La questione è presto detta: è ormai un fatto acclarato che disinformazione e fake news hanno un impatto concreto sulle opinioni dell'elettorato e di conseguenza sul funzionamento della democrazia, negli Stati Uniti come in altre parti del mondo, Italia compresa. Nel migliore dei mondi possibili, i candidati di opposte fazioni politiche dovrebbero confrontarsi sui temi reali e proporre soluzioni convincenti e basate sui dati. Troppo spesso, invece, le argomentazioni messe in campo parlano del nulla, sono prive di basi e puntano esclusivamente a solleticare la cosiddetta "pancia degli elettori", e di frequente diventano attacchi personali.

Un esempio fra i tanti possibili: quando Barack Obama e John McCain si confrontarono nella corsa alla Casa Bianca, girarono falsità sul fatto che Obama non fosse cittadino americano o che potesse essere un musulmano in combutta con i terroristi. Illazioni che fecero talmente presa su una parte dell'elettorato repubblicano da portare alcune persone a interrogare in proposito lo stesso McCain. Il quale, in un confronto diventato celebre, difese il suo avversario puntualizzando che le loro divergenze riguardavano questioni politiche e non invece fake news:





Perché le star silenziano Facebook e Instagram?

La piattaforma su cui le fake news hanno trovato terreno più fertile è Facebook, che possiede anche Instagram e WhatsApp e che guadagna miliardi di dollari grazie alle inserzioni pubblicitarie (a loro volta basate sul numero di utenti attivi). Boicottare dunque questi social significa colpirne le possibilità di realizzare un profitto: da un lato le aziende non pagano per essere presenti, dall'altro le star silenziano i propri profili e in questo modo riducono il traffico portato dai fan. In un caso come nell'altro per Facebook è un danno enorme.
Mark Zuckerberg ha annunciato un giro di vite sui post menzogneri, ma i rappresentanti di #StopHateforProfit ritengono che le misure messe in campo siano solo una piccola parte di ciò che dovrebbe essere fatto. Da qui il boicottaggio. Come ha scritto Katy Perry su Instagram: "Non posso restare a guardare mentre queste piattaforme chiudono un occhio su gruppi e post che diffondono disinformazione e odio". Un pensiero condiviso da altre star.