Foto: Runway Manhattan/Cover Images/LaPresse
Foto: Runway Manhattan/Cover Images/LaPresse
Nel 2014 un atto di pirateria informatica violò gli account iCloud di 240 persone, molte delle quali star di Hollywood, e rese pubbliche foto nude di attrici come Kate Upton, Kirsten Dunst e Jennifer Lawrence. Il 29 agosto 2018 un tribunale del Connecticut ha condannato a otto mesi di prigione l'ultimo degli hacker ancora in attesa di giudizio, chiudendo in questo modo una triste pagina di cronaca legata allo showbiz.

LE FOTO DELLE STAR NUDE

All'epoca furono soprattutto le fotografie personali di Jennifer Lawrence ad attirare l'attenzione, molto probabilmente a causa della fama dell'attrice, in quel momento uno dei nomi più in vista di Hollywood. Intervistata a riguardo, la Lawrence condannò l'invasione della sua privacy e la paragonò a un crimine sessuale, a causa dell'impatto sulla psicologia delle persone prese di mira, augurandosi che i responsabili fossero condannati a pene severe.

LE CONDANNE DEGLI HACKER
L'FBI identificò quattro responsabili dell'hackeraggio, colpevoli in varia misura: ad esempio alcuni vendettero le foto, altri invece no. L'allora 36enne Ryan Collins venne condannato a 18 mesi di carcere nell'ottobre 2016; stessa pena, comminata due anni dopo, per il 32enne Emilio Herrera. La sentenza emessa per il 28enne Edward Majerczyk, a gennaio 2017, prevedeva nome mesi di prigione più 5.700 dollari di risarcimento nei confronti di una delle sue vittime, rimasta anonima. Infine, il 29 agosto 2018 il 26enne George Garofano ha ascoltato il giudice mentre lo condannava a scontare otto mesi dietro le sbarre, seguiti da tre anni di libertà vigilata.

L'IMPORTANZA DELLE SENTENZE
Il caso delle foto nude rubate è stato importante perché ha dovuto affrontare una tipologia di reato relativamente nuova, cioè quel tipo di violenza che avviene attraverso la diffusione in Internet di materiale privato. Al di là della dovuta e sacrosanta solidarietà nei confronti delle vittime, dal punto di vista giuridico la questione è particolarmente complessa.

Intanto è difficile stabilire l'esatta responsabilità di un singolo individuo: al di là del furto delle foto, la portata della diffusione in Internet dipende dall'hacker solo fino a un certo punto e anzi coinvolge centinaia di altre persone. Di conseguenza, il danno apportato alle vittime, anch'esso difficile da quantificare, è almeno in parte figlio di una colpa diffusa. In ogni caso, le sentenze ai danni degli hacker rappresentano un importante precedente in vista di eventuali casi futuri.

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