Pio D’Antini e Amedeo Grieco, entrambi foggiani, 38 anni,. protagonisti su Canale 5 delle tre puntate di “Felicissima sera”
Pio D’Antini e Amedeo Grieco, entrambi foggiani, 38 anni,. protagonisti su Canale 5 delle tre puntate di “Felicissima sera”
"Siamo alla Folliaaaa". Così Pio e Amedeo hanno risposto ieri su Facebook alle polemiche seguite al monologo nel programma Felicissima sera, andato in onda il 30 aprile su Canale 5, monologo in cui il duo comico ha scherzato utilizzando parole come "negri" e "ricchione", e ha anche fatto ironia sugli ebrei, scatenando lo sdegno tra gli altri di Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma. "Qualcuno forse...

"Siamo alla Folliaaaa". Così Pio e Amedeo hanno risposto ieri su Facebook alle polemiche seguite al monologo nel programma Felicissima sera, andato in onda il 30 aprile su Canale 5, monologo in cui il duo comico ha scherzato utilizzando parole come "negri" e "ricchione", e ha anche fatto ironia sugli ebrei, scatenando lo sdegno tra gli altri di Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma. "Qualcuno forse da questo post si aspetta delle scuse e lo avvisiamo subito che rimarrà deluso. Pensiamo che moltissime persone che hanno attaccato il nostro monologo non l’abbiano nemmeno visto per intero e che tanti lo abbiano guardato già prevenuti. Bene, ci rivolgiamo a loro, a “voi”. Non fate finta di non capire quello che abbiamo detto perché “vi” fa comodo trasformarlo nella solita querelle politica da quattro soldi. La politica non ci appartiene. La politica ci omaggia di spunti e personaggi senza distinzioni di partiti per fare quello che vogliamo fare, satira, come abbiamo sempre fatto".

"La più grande sciocchezza che abbiamo sentito volete sapere quale pensiamo sia? Che bisogna appartenere a una comunità per capirne le debolezze, che bisogna aver sofferto per capire. Ma noi stiamo parlando di affrontare un problema che non riguarda la ”comunità”, bensì chi la denigra , la offende e la osteggia. Sono i cretini il problema, non la comunità... per risolvere il problema non bisogna essere della “comunità” ma conoscerne gli “aguzzini“, gli ignoranti intorno. Non fermiamoci alla grammatica delle parole, oggi purtroppo non basta... educhiamo anche la testa e non solo il linguaggio – aggiungono –. Quando diciamo “voi” ci rivolgiamo a quelli che non hanno capito il nostro messaggio. Perché fortunatamente, di gay, neri ed ebrei che hanno capito il senso di quello che abbiamo detto ce ne sono tanti, tantissimi, e sono quelli, come noi, a cui basterebbe raggiungere la vera uguaglianza. Per chiudere sappiate che noi abbiamo appena cominciato la nostra battaglia ai luoghi comuni e all’ipocrisia. Il nostro obiettivo è sempre e sempre sarà quello di scardinare questa “Opinione unica” che vogliono imporci!".