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5 giu 2022

Romain Duris e le pagine di Molière

5 giu 2022

di Andrea Morandi

Ma quanto è difficile rinchiudere la vita di uno scrittore dentro le pareti di un film? Abbastanza, lo dimostrano i molti tentativi fatti nel corso degli anni, da Philip Seymour Hoffman nei panni di Truman Capote a Gregory Peck che interpretava Ernest Hemingway ne Le nevi del Chilimangiaro fino a Nicole Kidman versione Virginia Woolf in The Hours. Il problema? Che spesso il mito letterario supera anche l’epica cinematografica e così non è mai semplice rendere giustizia alle pagine di una vita. Ci sono però anche alcuni casi in cui un film serve più che altro a conoscere meglio le vite di autori lontani nel tempo. È questo il caso de Le avventure galanti del giovane Molière, commedia francese che Laurent Tirard ha girato nel tentativo di raccontare chi fosse davvero Jean-Baptiste Poquelin, divenuto celebre come Molière. Il film - che trovate in streaming gratis su CHILI inquadrando il QR qui sotto - ruota tutto attorno alla grande prova attoriale di Romain Duris che, va detto, raramente delude. Qui, capelli lunghi, baffetti e costume d’ordinanza, si tuffa nella Parigi del 1644 dove troviamo il suo Molière a ventidue anni, costretto in un momento piuttosto difficile. Il suo teatro è praticamente in bancarotta e lui finisce in prigione per i debiti accumulati.

A questo punto si fa avanti il ricco Jourdan - interpretato da un magistrale Fabrice Luchini - che lo fa uscire di cella e lo porta a casa sua perché vuole imparare a recitare per conquistare la giovane Célimène (Ludivine Sagnier). Nel frattempo però Molière conosce Elmire, la moglie di Jourdan (Laura Morante) e comincia a corteggiarla. Non serva altro, basti sapere che la leggenda narra che tutto questo condurrà poi alla scrittura de Il tartufo, anche se il successo Molière lo avrebbe raggiunto nel 1660 con Sganarello o il cornuto immaginario. Sarebbe poi morto a poco più di cinquant’anni, il 17 febbraio 1673 di tubercolosi, e annoverato poi tra i più grandi di tutti i tempi, tanto che Dario Fo avrebbe citato proprio lui, Molière, come riferimento principale durante il suo discorso per il Nobel ricevuto nel 1997: "Molière, sbeffeggiato dai sommi letterati del tempo.

Disprezzato soprattutto perché portava in scena il quotidiano, la gioia e la disperazione della gente comune. L’ipocrisia e la spocchia dei potenti, la costante ingiustizia. E soprattutto perché aveva un difetto tremendo: raccontava tutte queste cose facendo ridere. Il riso non piace al potere". Un motivo in più per riscoprire Le avventure galanti del giovane Molière, un viaggio nella Parigi del Seicento che vi lascerà con più di uno spunto di riflessione.

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