Un killer insospettabile
Un killer insospettabile
Uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports mette in guardia sulla pericolosità dei palloncini gonfiabi li, giocattoli amatissimi dai bambini, ma altrettanto letali per gli uccelli marini. Il problema dei rifiuti riversati in mare ha da tempo acquisito le dimensioni del disastro ambientale, con implicazioni particolarmente gravi per i volatili, che vengono ingannati dal "profumo" della plastica, confusa per una sostanza commestibile ( ne avevamo parlato qui).

UNA SCORPACCIATA DI PLASTICA
"L'ingestione di detriti [plastici, ndr] è una minaccia riconosciuta a livello mondiale. Tuttavia, il rapporto tra la quantità o il tipo di frammento inghiottito e la mortalità degli uccelli marini rimane poco comprensibile". Le parole sono delle coordinatrice della ricerca Lauren Roman, della University of Tasmania, che, per approfondire la questione, ha condotto insieme alla sua squadra oltre 1.700 autopsie su altrettanti uccelli marini, appartenenti a 51 specie diverse.

Le analisi hanno portato alla luce diversi numeri, tra cui il fatto che il tasso di mortalità è del 50% quando un animale mangia almeno nove pezzi di plastica, mentre sale al 100% nel caso in cui i frammenti siano più di 90. Di tutti i rifiuti recuperati dalla pancia degli uccelli, il 92% è costituito da materia plastica dura; il 5% circa è invece plastica morbida, come quella usata negli imballaggi (2,1%) o appunto nei palloncini gonfiabili (2%).

UN KILLER "MORBIDO", MA ALTAMENTE LETALE
La Roman ha spiegato che nonostante la plastica soffice rappresenti una percentuale molto piccola degli oggetti ingeriti, sarebbe in realtà responsabile del 40% dei decessi accertati. In particolare, ha sottolineato la ricercatrice, i palloncini o i frammenti di palloncino sembrano "i detriti marini più propensi a provocare mortalità, uccidendo quasi un uccello su cinque".

Le ragioni di questa affermazione sono legate alla maggiore probabilità che i polimeri morbidi si compattino tra loro, riuscendo, a differenza dei frammenti duri, a raggiungere rapidamente l'intestino. Qui, possono creare ostruzioni, portare a infezioni o dare luogo ad altri tipi di complicazioni.

Gli autori si augurano che questi risultati siano di aiuto per prendere coscienza della gravità della situazione, e al tempo stesso per capire come salvaguardare le specie marine maggiormente minacciate.