Sabato 20 Luglio 2024
EVA DESIDERIO
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Pitti Uomo 106, la sfilata di Pierre Louis Mascia è un inno alla danza e alle stampe in seta

La grafica pura si affianca a fiori, alberi della vita e motivi geometrici. “Il mio blu ispirato ai capolavori esposti agli Uffizi”

Firenze, 14 giugno 2024 – Difficile vedere oggi una sfilata di moda tanto poetica come quella andata in scena ieri sera a Firenze per Pitti Uomo 106 come quella di Pierre Louis Mascia, stilista visionario re delle stampe in seta, tutta italiana e tutta made in Como nell'azienda Achille Pinto della famiglia Uliassi. Sotto la volta immensa del Tepidarium del Roster nel Giardino dell'Orticoltura una serie di ballerini coperti da magnifici scialli hanno dato spettacolo coi loro volteggi colorati, le frange al vento, e poi le giravolte e i girotondi tutti per mano, in segno di allegra fraternità.

La sfilata di Pierre Louis Mascia
La sfilata di Pierre Louis Mascia

Poi la sfilata, la prima nella vita di questo stilista nato a Tolosa ma "italianissimo" per l'uso del materiale nobile della seta e famoso per la concezione che è quasi una filosofia di vita di una moda elegante, raffinata, unica per preziosità, con stampe che sono il mappamondo della natura e delle piante e al tempo stesso il rito di mille geometrie architettoniche.

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La sfilata di Pierre Louis Mascia
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"Firenze mi ha ispirato - racconta Pierre Louis Mascia nel backstage dopo i tanti applausi - e ho puntato molto su un colore nobile come il blu perché agli Uffizi ho visto tanti quadri con questo colore è quello di molti Medici, a cominciare da Lorenzo il Magnifico. Sono emozionato per questa mia prima volta in passerella e felice dell'invito di Pitti Immagine".

La sfilata di Pierre Louis Mascia
La sfilata di Pierre Louis Mascia

Quello di Mascia è un omaggio a una filosofia, più che a uno stile pittorico. "Sono i colori della vita, sono le parole di Kandinsky la cui eco risuona in me. Per questo il titolo del defilè è Le Cavalier Bleu, ispirato al movimento artistico di primi Novecento. Nessuno di noi cerca di riprodurre direttamente la natura. Cerchiamo di dare una forma artistica all'universo interiore, cioè all'esperienza spirituale", racconta Mascia. Ed ecco una coreografia di sogni vestiti, ispirata a tutte le arti. È un'ode alla libertà, ai capelli al vento, alle ombre di seta, alla melodia del tempo: puro movimento attraverso un'infinita gamma di sfumature. Un sogno cromatico, libero da tutte le rigidità che ci minacciano, dall'intransigenza del pensiero che congela i corpi e le menti.

Per questa prima sfilata lo stilista ha immaginato gli studenti delle scuole d'arte invadere il palco, con la loro tavolozza, i loro pennelli, la loro immaginazione. Una ventata di colore, perline e stampe: la grafica pura si affianca a fiori, alberi della vita e motivi geometrici. Ci sono dei dégradé, dei délavé e sempre dei riferimenti a quell'Oriente scintillante, allo scontro tra rosso e arancio che il lavoro di Yves Saint Laurent continua ad ispirare, ancora e ancora. La cura della natura dice il defilè deve essere il primo dei nostri pensieri, la nostra sola preoccupazione, oltre alla fede in un mestiere che unisce il passato al presente, senza nostalgia. Da qui il lavoro sulla lavorazione della seta, sulle trasparenze, sulla dissolvenza dall'opaco al lucido, sulle forme sempre un po' evanescenti: per vestire uomini e donne l'idea è quella di avere sovrapposizioni, altezze diverse, contrasti tra la maglia e la seta avvolgente: con molta raffinatezza e delicatezza. Questo visto a Firenze è il mondo di sogno di Pierre Louis Mascia, indimenticabile e prezioso.

"Sono francese, lavoro in Italia e non avrei mai potuto fare questo percorso senza questa libertà di movimento e di pensiero - racconta lo stilista sognatore - L'Europa è ancora un terreno di gioco dove gli artisti possono sviluppare progetti. Ho invitato Pierre Rigal, un mio amico coreografo di Tolosa, che con "R.onde.s", una forma di danza ancestrale e sorprendentemente comune a tutte le civiltà e a tutti i continenti, celebra tutto ciò in cui credo: la possibilità di comunicare direttamente gli uni con gli altri, attraverso una continuità di sguardi".

Partito dalle sciarpe e dai foulard, Mascia è arrivato all'abito che veste i corpi di uomini e donne con la seta più carezzevole del mondo.