I piccoli modelli al termine della sfilata Benetton
I piccoli modelli al termine della sfilata Benetton

Firenze, 16 gennaio 2020 - Dopo la 97° edizione di Pitti Uomo e dopo il cinque giorni di sfilate per Milano Moda Uomo ecco che il «circo» della moda si trasferisce di nuovo a Firenze, in Fortezza da Basso, per la novantesima edizione di Pitti Bimbo (da stamani a sabato) il salone che coi suoi 45 anni di esperienza e di entusiasmo rappresenta il maggior appuntamento internazionale del settore, vetrina della moda per l'infanzia per l'inverno 2020-2021 con 553 collezioni di cui 356 dall'estero, per il 64% del totale.

Come già l'anno scorso in questo stesso mese si aspettano 10.000 visitatori di cui oltre 6000 buyers dal mondo. Non solo abiti e scarpe e accessori per l'armadio del bambino ma anche lifestyle e oggettistica a simboleggiare l'interesse di Pitti Immagine per tutto l'universo contemporaneo dell'infanzia. E sezioni di libri dedicati ai più piccoli e tutto il mondo allegro dei cartoon che si raduna in Fortezza.

Quartier generale della ricerca è il Top Floor del Padiglione Centrale col The Kids Lab in 6000 metri quadri di esposizione delle sezioni più innovative che sono KidzFizz, Ecoethic, The Nest e Kid's Evolution.

La vocazione sartoriale del settore occupa lo spazio di Apartment che domani mostrerà il nuovo stile durante una sfilata organizzata da Pitti Immagine per esaltare i marchi espositori. Per la prima volta a Pitti Bimbo arriva United Colors of Benetton che debutta alla fiera oggi pomeriggio con «65 Benetton Street» al Teatrino Lorenese con la sfilata coi kids del mondo vestiti dal genio colorato e allegro del direttore creativo Jean Charles de Castelbajac che firma anche le collezioni uomo e donna del brand di Treviso.

Petit Bateau e Treedom, piattaforma web per la piantumazione a distanza di alberi, lanciano un progetto ambientale e sociale con un kit nascita in cotone organico con il cui acquisto sarà compresa la messa a dimora di una specie arborea. Sarabanda mostra la capsule con Ducati per ragazzi dai 6 ai 16 anni, il brand C'era una volta porta una selezione di libri che iniziano con la frase che dà il nome al marchio.

Alla Stazione Leopolda stasera sfila Monnalisa, il brand aretino che ha raccolto molto successo nel mondo.

Per le note economiche di settore si apprende che superano i 3 miliardi di euro i ricavi stimati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Smi relativamente al 2019, anno che si chiude con un +3,5%. Continua invece il calo del valore della produzione, ossia dell'attività produttiva svolta in Italia: si parla di un -2,6%, a quota 918 milioni di euro, dai precedenti 943 milioni. Il valore delle esportazioni, l'anno scorso pari a 1,19 miliardi di euro, dovrebbe superare il miliardo e 200 milioni (+6,1%), concorrendo per il 41,2% al turnover settoriale e guadagnando circa un punto percentuale sul 2018. Decelera, ma con un andamento sempre sostenuto, l'import, pari a 2,11 miliardi: se l'anno scorso metteva a segno un +10,4%, quest'anno si deve accontentare di un +7,4%.

Si profila un peggioramento del deficit commerciale del comparto, da -777 milioni di euro a -850 milioni, con l'aggravio di quasi 73 milioni in 12 mesi. I dati sulle performance oltreconfine sono relativi al solo abbigliamento per neonati, quindi giocoforza circoscritti: in questo caso il focus è sui primi nove mesi del 2019 in cui, secondo quanto rilevato da Istat, l'export in questo specifico ambito sfiora i 122 milioni di euro, rallentando del 20,5%, contro una precedente crescita di quasi il 29%, trainata dalle griffe. Una frenata sulla quale incidono i segni meno di Paesi come la Russia (-13,9%), molto lontana dal quinquennio 2010-2014 in cui era il primo mercato di sbocco per il made in Italy in taglie mini e gli Emirati (-18,8%).

Alla voce consumi finali interni, sono anni che l'abbigliamento junior fa fatica e l'outlook sul 2019 non segnala inversioni di tendenza. Il valore resta sempre alto, oltre i 4 miliardi di euro, ma si assiste a una contrazione dell'1,7%, dal precedente -1,9%. L'impasse del childrenswear sul territorio nazionale è determinata da diversi fattori, tra cui il persistente calo demografico: secondo rilevazioni provvisorie dell'Istat, da gennaio ad agosto 2019 le iscrizioni all'anagrafe per nascita sono state oltre 282mila, con un decremento di più di 8mila nuovi nati (-2,8%). Al primo gennaio 2019 ragazzi e ragazze al di sotto dei 14 anni erano quasi 8 milioni, il 51,4% di sesso maschile.