Roma, 6 agosto 2018 - Tutti pronti a un nuovo appuntamento sotto lo spettacolare cielo di questa estate: la notte di San Lorenzo. Dopo l'eclissi lunare più lunga del secolo, dopo Marte vicinissimo alla Terra, è la volta delle stelle cadenti che tornano puntuali come ogni anno in occasione dell'evento astronomico più conosciuto e seguito. Dopo un 2017 non del tutto soddisfacente, quest'anno le condizioni per osservare il fenomeno "saranno semplicemente ideali". A rassicurarlo è l'astrofisico Gianluca Masi del Virtual Telescope Project, che spiega: "La Luna sarà nuova l'11 agosto e quindi non intralcerà in nessun modo la visione delle tipiche scie luminose". 

Notte di San Lorenzo, perché cadono le stelle (e noi esprimiamo desideri)

Stella cadente (Ansa)

QUANDO AVVIENE - Se la data in cui si festeggia San Lorenzo è il 10 agosto, la notte in cui si vedrà il maggior numero di stelle cadenti è invece quella che cade tra il 12 e il 13 agosto. Per tutte le ore della notte le stelle squarceranno il cielo con la loro luce brillante ma più fortunati saranno coloro che rimarranno svegli fino a poco prima dell'alba, momento in cui si potranno osservare mediamente fino a 100 meteore per ora. Dopo la notte del 12 tuttavia il fenomeno sarà visibile per molti altri giorni e potremo così continuare a vedere le stelle cadere sopra i nostri occhi nei giorni successivi.

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DA DOVE VEDERE LE STELLE CADENTI - Idealmente, le osservazioni vanno condotte da un luogo buio, poiché la luce artificiale abbatte drasticamente il numero di meteore visibili. Non sono necessari telescopi o altri dispositivi, perché è proprio a occhio nudo che si potranno vedere il maggior numero di stelle cadenti. Quindi il consiglio è di mettersi comodi con gli occhi rivolti al cielo, meglio ancora se sdraiati e aspettare di vedere sfrecciare in cielo le meteore. 

PERCHÉ LE STELLE "CADONO"? - Lo sciame delle stelle cadenti è originato dalla cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862. L'astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli fu il primo a stabilire nel XIX secolo una connessione tra le meteore e la cometa indicata. Quando l'orbita della Terra si incrocia con quella della cometa in questione, il nostro Pianeta "si tuffa" nella nube di polveri creata dalla stessa cometa lungo il proprio percorso attorno al Sole. Questi grani di polvere, penetrando a gran velocità nell’atmosfera terrestre, bruciano per attrito, lasciando così nel cielo la caratteristica scia. Questo svela perciò che a "cadere" non sono le stelle, piuttosto le briciole della cometa citata. 

PERCHÉ LA NOTTE DI SAN LORENZO? - Nell'agosto del 258 l'imperatore Valeriano emanò un editto secondo il quale i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere tutti mandati a morte. L'editto fu eseguito immediatamente a Roma. Papa Sisto II fu ucciso il 6 agosto insieme a quattro dei suoi diaconi. Il 10 agosto fu la volta di Lorenzo che secondo la tradizione venne arso sulla graticola. La notte di San Lorenzo dunque è tradizionalmente associata al fenomeno delle stelle cadenti che ricordano o lo scoppiettio dei carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato o più verosimilmente le sue lacrime. Questa la versione fatta propria anche da Giovanni Pascoli che nella sua 'X Agosto' interpreta appunto la pioggia di stelle cadenti come lacrime celesti: «San Lorenzo, io lo so perché tanto / di stelle per l'aria tranquilla / arde e cade, perché si gran pianto / nel concavo cielo sfavilla...».