Beppe Carletti
Beppe Carletti

Novellara (Reggio Emilia), 23 maggio 2020 - Nomadi no stop. Suonare si può, pure ai tempi del Coronavirus. Il gruppo di Beppe Carletti è il primo ad infilarsi nello spiraglio lasciato dal Governo alla musica live col permesso di accendere l’amplificatore nei luoghi all’aperto davanti a non più di mille persone. Prima tappa Veneto a metà giugno. "Il palco è la nostra vita e i guadagni vengono dopo. Col mio mezzo secolo abbondante di concerti sulle spalle potrei anche rimanere a casa senza morire di fame, ma ci sono gli altri membri della band, i tecnici, i fonici, gli attrezzisti, a cui pensare. Una ventina di famiglie che vive di questa attività". 

Facciamo due conti. 
"Visto che nelle mille presenze rientrano pure il personale di servizio, i tecnici, i medici, i pompieri, gli agenti di pubblica sicurezza e gli altri addetti che devono essere presenti per legge, diciamo che i biglietti si riducono più o meno a 950, tutti con posto preassegnato venduto online. Ed è su quelli che dobbiamo fare i nostri calcoli. Proprio per questo ci siamo ridotti il cachet del 30%, passando da 22-23 mila euro abituali a 16 mila tutto compreso, visto che non possiamo far pagare i biglietti più di 30 euro".

Quindi? 
"Se 300 sedie le vendiamo a 30 euro arriviamo e le altre a prezzi un po’ più popolari arriviamo attorno ai 25 mila euro d’incasso. Tolte tasse e Siae ci ritroviamo attorno ai 20 mila, tolto il costo del palco (che non è certo quello di Vasco Rossi) scendiamo 18-19 mila, tolti altri 1000 euro di pubblicità, perché tanto ormai si fa quasi tutto online, agli organizzatori locali rimangono 1.500-2 mila euro, e se racimolano qualche sponsor pure qualcosa di più". 

Che spazi servono? 
"Ci vogliono superfici di almeno tremila metri quadri. I parcheggi farebbero al caso, ma fanno lievitare le spese perché vanno delimitati e protetti, meglio i campi sportivi, che la recinzione già ce l’hanno, o le grandi piazze, decisamente più agevoli da controllare". 

Come farà a far stare ferma la gente quando attaccherete ‘Dio è morto’ o ’Noi non si saremo’?
"Dopo aver passato quel che ha passato, però, credo stavolta sarà responsabile". 

Quanti concerti conta di fare?

"Una trentina. E sarà ogni sera una festa perché a stare fermi non siamo abituati".

Alla fine, quanto peserà il Coronavirus sui bilanci di un gruppo come I Nomadi? 
"Tenuto conto delle cancellazioni, del taglio dei compensi, dei mancati introiti Siae, diciamo un bel 40% in meno rispetto all’anno passato. Ma c’è a chi va peggio".