Daniel Craig alla première di 'No Time to Die' - Foto: ANSA/EPA/NEIL HALL
Daniel Craig alla première di 'No Time to Die' - Foto: ANSA/EPA/NEIL HALL

"Agitato, non mescolato": non c'è fan della saga di James Bond che non sappia come l'agente segreto pretenda il suo cocktail. Ma nell'ultimo capitolo appena uscito nelle sale, 'No Time to Die', il ruolo da protagonista alcolico se lo prende lo Château Angélus, un rinomato Bordeaux. Guardando il film, i tipi di The Drinks Business hanno notato che al vino francese è dedicato molto più tempo su schermo anche rispetto ai due marchi partner ufficiali della serie, lo champagne Bollinger e la birra Heineken, che devono accontentarsi di comparsate minori.

Lo Château Angélus rientra nella ristretta cerchia dei Premier Grand Cru Classé 'A' – i più pregiati – della denominazione Saint-Émilion, sebbene siano stati sollevati dubbi sulla legittimità della sua elezione alla categoria, e costa diverse centinaia di euro. Compare nella scena in cui Bond fa visita a Q, l'ufficiale dell'MI6 a capo appunto della Sezione Q: vede la bottiglia sulla tavola, chiaramente identificabile, e se ne versa un bicchiere abbondante assicurandogli così una notevole visibilità. Come ricorda anche il sito stesso del vino, l'Angélus era già comparso in altri due film dell'era Daniel Craig, prima in 'Casino Royale' del 2006, nella sequenza sul treno diretto in Montenegro quando Bond incontra Vesper Lynd, e poi ancora di sfuggita in 'Spectre' del 2015.

A quanto pare, e lo riportano tanto The Drinks Business quanto articoli precedenti, la presenza del Saint-Émilion nei film di 007 dipende dal fatto che il comproprietario di Château Angélus, Hubert de Boüard de Laforest, sarebbe legato da amicizia personale a Barbara Broccoli, produttrice della saga con la sua casa EON Production.