Sergio Mattarella e Ennio Morricone (Dire)
Sergio Mattarella e Ennio Morricone (Dire)

Roma, 6 giugno 2020 - Il mondo dice addio al grande maestro Ennio Morricone, morto a 91 anni in seguito a una brutta caduta. Tra i primi a rendere omaggio al compositore premio Oscar è il capo dello Stato Sergio Mattarella, che sceglie parole forti e accorate. "La scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale - scrive il presidente - Musicista insieme raffinato e popolare, ha lasciato un'impronta profonda nella storia musicale del secondo Novecento. Attrraverso le sue colonne sonore ha contribuito grandemente a diffondere e rafforzare il prestigio dell'Italia nel mondo. Desodero far giungere alla famiglia del Maestro il mio profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza".

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Il premier Giuseppe Conte lo ricorda così su Twitter: "Ricorderemo sempre, con infinita riconoscenza, il genio artistico del Maestro Ennio Morricone. Ci ha fatto sognare, emozionare, riflettere, scrivendo note memorabili che rimarranno indelebili nella storia della musica e del cinema".
E' scomparsa una leggenda, testimonia invece il ministro della Cultura Dario Franceschini: "Un giorno triste per la cultura, con Ennio Morricone ci lascia uno dei grandi maestri italiani, un musicista di raffinata bravura che con le sue melodie ha saputo emozionare e far sognare il mondo intero che lo ha ricambiato con i più importanti premi e riconoscimenti, a partire dagli Oscar per le sue leggendarie colonne sonore". E continua: "Ho avuto la fortuna di incontrarlo e non scorderò quell'energia e quella forza che era capace di trasmettere anche con il solo sguardo. Sono vicino ai familiari in questa triste giornata".

Per la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati se ne è andato un genio di eccellenza italiana, mentre il presidente della Camera Roberto Fico ne parla come di un "monumento della nostra cultura". Si accoda, nel ricordo bipartisan di Morricone, tutta la politica italiana, ma anche dall'estero arrivano messaggi di cordoglio

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L'omaggio della musica italiana

Da Vasco a Giorgia, sono moltissimi i cantanti e i musicisti che rendono omaggio al maestro scomparso. "Il privilegio dell`artista è morire sapendo che la sua arte non morirà mai", scrive Vasco Rossi affida sui social. Per Morgan, la sua opera dev`essere di lezione "a questa Italia di oggi pavida e incapace di innovare, di ricercare e portare stili e generi mai sentiti". E continua: "Ennio Morricone è stato senza dubbio il più grande musicista `italiano nel mondo` della nostra epoca. Perché è riuscito a sfondare? Perché ha trovato l`equilibrio perfetto tra la musica classica e il pop senza mai rinunciare all`una per l`altra. Nella musica di Morricone c`è audacia, il suo approccio gli ha permesso di maneggiare sia la `canzonetta` -trasformandola in un gioiello".

I Calibro 35 scrivono: "Troppo dolore stamattina. Buon viaggio Maestro, grazie per tutto quello che abbiamo imparato da te". Colapesce ricorda che "con il tema di Nuovo cinema paradiso ho pianto per la prima volta ascoltando un tema musicale e non avrò avuto 10 anni, poi ti ho riscoperto all`università con il gruppo Nuova Consonanza e mi hai liberato dalle frustrazioni quando dichiarasti che l`avanguardia è solo un momento di crisi". 
Emma Marrone si limita a un "Grazie Maestro" accompagnato da un cuore spezzato, e anche Cesare Cremonini ringrazia Morricone: "Ispirazione costante". Francesca Michielin scrive che "svegliarmi e apprendere che ci ha lasciati Ennio Morricone è stato un pugno nello stomaco". Giorgia loda il "saper fare, con la musica, l`eternità". Massimo Martellotta dei Calibro 35 ricorda una frase del compositore: "La musica mi ha salvato da fame e guerra. Ma l`arte è puro talento, la sofferenza non c`entra".
Rita Pavone twitta: "Il mio doloroso addio al Mø Ennio Morricone. Negli anni d'oro della RCA, lui compose e arrangiò per me molti brani. Ricordo uno di pezzi più divertenti del mio repertorio, "Pel di carota" e poi la splendida "Non è facile avere 18 anni". Grazie Maestro!".

Gli aneddoti dell'amico Pippo Baudo 

Profondamente addolorato per la scomparsa del grande maestro al quale lo legava un'amicizia di vecchia data, Pippo Baudo racconta: "La scomparsa di Ennio Morricone è una perdita immensa per il mondo della musica. Lui era uno dei più grandi compositori dell'era contemporanea. I suoi brani, dal punto di vista degli arrangiamenti, sono quanto di più moderno e insolito si sia mai sentito, è un genere classico-moderno che ha fatto scuola".
"Sua moglie era siciliana - racconta Baudo - e questo ci ha avvicinato ancora di piu'".  La memoria torna ai primi anni della carriera del maestro, quando faceva l'arrangiatore di canzoni, "era il più apprezzato alla Rca". "Mi colpiva perché era sempre originale. Quando negli anni 60 arrangiò "Il barattolo" di Gianni Meccia ebbe l'idea di registrare il rumore di un barattolo che scivolava lungo una scala, e da quel rumore trasse lo spunto..". 
Che tratto umano aveva Ennio Morricone con i suoi amici? "La vita mondana proprio non gli apparteneva - sorride Baudo - Era un uomo di poche parole ma mite e dolce, un pensatore musicale. Pensi che era talmente schivo che dopo i suoi concerti andava subito a letto". Quando è stata l'ultima volta che l'ha visto? "Due anni fa al concerto alle Terme di Caracalla per festegggiare i 60 anni di carriera. Suonò un programma vastissimo, anche pezzi insoliti del suo repertorio, e fu un successo enorme. No, non andai a salutarlo, perché sapevo che lo avrei messo in difficoltà".