Luca Zingaretti (59 anni) nei panni di. Montalbano con Greta Scarano (34 anni) nel “. Metodo Catalanotti” su Raiuno l’8 marzo
Luca Zingaretti (59 anni) nei panni di. Montalbano con Greta Scarano (34 anni) nel “. Metodo Catalanotti” su Raiuno l’8 marzo
Un Montalbano come non avevamo mai visto, perdutamente innamorato. Non di Livia, la sua storica fidanzata, ma di una giovane, seducente collega. Pronto per amore a cambiare completamente la sua vita, a mettere in dubbio anche "la sua carriera tanto da essere disposto a mollare tutto". L’8 marzo, in prima serata su Raiuno, andrà in onda un nuovo episodio, il 37°, della saga creata da Andrea Camilleri, Il metodo Catalanotti, che fonde passione, erotismo (persino torrido), teatro, giallo e divertimento. Luca Zingaretti, oltre a interpretare l’amatissimo commissario, ne ha curato anche la regia per la scomparsa, l’anno scorso, a riprese da poco iniziate, di Alberto Sironi. Accanto a Zingaretti, i colleghi di sempre, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, e Greta Scarano nel ruolo...

Un Montalbano come non avevamo mai visto, perdutamente innamorato. Non di Livia, la sua storica fidanzata, ma di una giovane, seducente collega. Pronto per amore a cambiare completamente la sua vita, a mettere in dubbio anche "la sua carriera tanto da essere disposto a mollare tutto". L’8 marzo, in prima serata su Raiuno, andrà in onda un nuovo episodio, il 37°, della saga creata da Andrea Camilleri, Il metodo Catalanotti, che fonde passione, erotismo (persino torrido), teatro, giallo e divertimento. Luca Zingaretti, oltre a interpretare l’amatissimo commissario, ne ha curato anche la regia per la scomparsa, l’anno scorso, a riprese da poco iniziate, di Alberto Sironi. Accanto a Zingaretti, i colleghi di sempre, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, e Greta Scarano nel ruolo dell’affascinante responsabile della Scientifica.

"Tutti ci chiedono cosa ne sarà di Montalbano. È passato un anno dalla tempesta perfetta – spiega il produttore Carlo Degli Esposti – che ha fatto sparire il nostro mentore e timoniere, Camilleri, poi il nostro regista, Alberto Sironi, e poi anche Luciano Riccieri che è sempre stato molto più di uno scenografo, un coautore. Finito il Covid, che ora ci impedirebbe di girare con la tranquillità con cui abbiamo sempre girato, prenderemo una decisione". Rimarrebbero due romanzi da trasformare in film, Il cuoco dell’Alcyon e Riccardino, uscito postumo lo scorso luglio, che conclude la fortunatissima saga di Montalbano. Insomma, una fantastica avventura durata oltre vent’anni, il cui finale tv sembrerebbe ancora non scritto.

Zingaretti, secondo lei cosa ne sarà di Montalbano?

"Montalbano è stata una cavalcata fantastica. In questi venti anni siamo riusciti a mantenere uno standard molto alto perché non abbiamo mai avuto un contratto che ci obbligasse ad andare avanti. Ogni volta abbiamo scelto di rifarlo, sempre con grande entusiasmo. Quindi non c’è nessuna stanchezza da parte mia. Camilleri e Sironi erano miei complici, compagni di trincea con cui mi misuravo tutti i giorni. Un anno fa avevo detto che non sapevo se avrei avuto voglia di tornare sul set senza più trovare i miei punti di riferimento, forse mi avrebbe fatto troppa tristezza. D’altra parte, però, c’era anche un volere tornare al timone della barca per completare il percorso, perché mi sembrava giusto che questa grande avventura finisse una volta messi in scena tutti i romanzi di Andrea".

Intanto, questa volta, ci mostra un Montalbano travolto dalla passione.

"Nel Metodo Catalanotti Camilleri opera una sorta di tradimento nei confronti del suo personaggio. Sovverte tutto, un po’ come se avesse fatto fare a Cappuccetto Rosso una rapina in banca. Arriva una ragazza, interpretata dalla brava Greta Scarano, che porta in scena una sensualità rara, e il commissario viene steso: “isciuto completamente pazzo”. Non è la prima volta che prende una sbandata lo sappiamo, ma stavolta si innamora davvero: travolto dalla passione, per la prima volta perde il controllo, ”scende sulla terra”. Bisognava rendere la potenza di questo terremoto che di colpo lo travolge. e se ce l’abbiamo fatta è grazie al lavoro di tutta la troupe. Credo che quest’ultimo episodio lascerà qualcosa dentro perché, forse presagendo la fine, Camilleri l’ha infarcito di tanti temi a lui cari, quasi come in un testamento".

Aveva avuto modo di parlare con Camilleri di questo romanzo?

"Con Andrea ci si incontrava, si parlava un po’ di tutto ma non di quello che saremmo andati a girare di lì a poco. Non so se lo facesse con il regista e con gli sceneggiatori, ma con me, no. Ma del resto, dopo tanti anni, sapevamo già cosa aveva voluto raccontare nel nuovo libro".

Felice del grande successo di sua moglie Luisa Ranieri nel ruolo di Lolita Lobosco?

"Sono felicissimo per Luisa. Un successo importante che premia non solo la sua bravura e la sua bellezza, ma soprattutto la fiducia che ha saputo conquistarsi negli anni da parte del pubblico".