Ferruccio Ferragamo
Ferruccio Ferragamo

Wanda Ferragamo raccontava sempre, con amore e orgoglio, che passeggiando per Firenze col marito Salvatore sul finire degli anni Cinquanta per le strade del centro cittadino intorno al loro Palazzo Feroni Spini dove allora avevano i laboratori per le loro famose calzature, lui le diceva sempre: "Il mio sogno è vestire da capo a piedi le donne, e anche gli uomini. Faccio scarpe ma vorrei produrre intere collezioni, anche di abiti". Oggi, da molti anni, il sogno si è avverato grazie soprattutto a questa indimenticabile Signora della Moda che è scomparsa a 96 anni nell’ottobre scorso, grazie al suo coraggio quando morto Salvatore nel 1960 si sedette subito alla sua scrivania e da lì, con l’aiuto di tutti gli operai, è riuscita a costruire un impero del fashion con pochi uguali, aiutata nel tempo dai sei figli. Stasera pare di vederli di nuovo passeggiare Wanda e Salvatore, mano nella mano, e arrivare fino a Piazza della Signoria per assistere, insieme a 500 invitati, alla sfilata della collezione maschile di Salvatore Ferragamo per l’estate 2020, disegnata dal direttore creativo Paul Andrew, sulla passerella che già s’annuncia storica, per la maison Ferragamo e per la Piazza della Signoria stessa, mai aperta finora per un defilè internazionale come quello che appunto apre alla grandissima questo edizione di Pitti Uomo. Con Ferruccio Ferragamo, presidente della Salvatore Ferragamo, parliamo delle emozioni e dei valori di questa vigilia.

Presidente Ferragamo, i sogni di suo padre e di sua madre stasera si avverano tutti?

"Sì, e tutta la famiglia è felice. Siamo emozionati di questo defilè nella nostra Firenze, città che mio padre scelse nel 1927 quando tornando da Hollywood decise di creare la sua azienda qui, dove batteva e batte ancora il cuore degli artigiani più bravi. L’azienda in questa vigilia è galvanizzata dalla sfilata di stasera, i dipendenti soddisfattissimi di tornare a sfilare a Firenze".

Gli ultimi risultati finanziari dell’azienda per i primi tre mesi del 2019 sono andati bene. Un suo commento?

"Sono positivo, molto positivo. L’inizio d’anno ha segnato per il primo trimestre ricavi per 317 milioni di euro, per un aumento del 4,3 per cento rispetto all’analogo periodo del 2018. Dunque i dati sono buoni, siamo in ripresa, e questa sfilata di stasera in Piazza della Signoria significa molto per noi, è uno sprone a fare sempre meglio. Il team alla guida dell’azienda lavora molto bene, con passione e competenza. Micaela Le Divelec, nostro amministratore delegato, è bravissima, ha capito bene l’azinda Ferragamo, è un piacere per tutti noi lavorare con lei".

Firenze è al centro del cuore dei Ferragamo?

"La scelta viene da lontano, era il 1927 quando qui arrivò mio padre e poi mia madre l’ha sempre rimarcata. Tutti in famiglia amiamo Firenze e siamo in debito per la felicità e il successo che qui abbiamo trovato. Sono felice anche della rielezione a sindaco di Dario Nardella".

Pitti Uomo è una manifestazione galattica, grandiosa. Cosa pensa dei 30 anni di Pitti Immagine?

"Questo anniversario racconta di 30 anni eccezionali e di un team di Pitti Immagine che non ha uguali nel mondo. Ricordo Marco Rivetti e il suo essere un imprenditore visionario che per primo ha creduto nel rilancio internazionale di Firenze. Siamo stati insieme in anni lontani nel consiglio del Centro di Firenze per la Moda Italiana, era un personaggio carimatico che ha creduto in Firenze. Gli dobbiamo molto. Ho grande ammirazione poi per il lavoro dell’amministratore delegato di Pitti Immagine Raffaello Napoleone. Pitti Uomo è una manifestazione senza uguali, siamo riusciti non solo a mantenerne l’eccellenza ma a farla crescere ancora di più, guardando sempre avanti".

Al Museo Ferragamo è in corso una magnifica mostra sulla sostenibilità. Come avviare un vero cambiamento in questa direzione?

"Io sono un grande sostenitore della sostenibilità, in azienda e nella vita. È un dovere proteggere il pianeta e lo è anche per chi non crede nei valori ecologici. Un percorso importante anche per la Salvatore Ferragamo ed è obbligato. Dobbiamo sviluppare le antenne per il futuro dei giovani. Serve un’educazione nuova, io credo molto negli italiani che sanno sempre trovare dentro di loro risorse fantastiche".

E la moda italiana?

"Favolosa, un marchio di per sé a livello internazionale. Tutti ce lo riconoscono. Credo che dobbiamo esaltare la nostra unicità, rimanendo noi, c-on la nostra reputazione".