Marilyn Manson
Marilyn Manson

Secondo un articolo pubblicato sul magazine statunitense Rolling Stone, il rocker Marilyn Manson aveva una piccola stanzetta insonorizzata e con pareti di vetro nella quale rinchiudeva le donne che stava frequentando. È un dettaglio emerso incrociando le informazioni contenute nei documenti dei processi in corso e intervistando decine di persone: a firmare il reportage i giornalisti Kory Grow e Jason Newman.


Le accuse di violenza rivolte a Marilyn Manson

Ormai da qualche tempo Marilyn Manson (vero nome Brian Hugh Warner) è al centro di una serie di ricorsi legali e di rivelazioni intorno a quelli che alcune sue ex definiscono comportamenti abusivi e violenti, dal punto di vista psicologico come da quello fisico. L'hanno accusato molte donne, le più famose sono le attrici Evan Rachel Wood ed Esmé Bianco, mentre altre sue ex hanno detto di non avere mai subito violenze di sorta (Dita Von Teese e Rose McGowan). Dal canto suo, Manson nega le accuse, le definisce "orribili distorsioni della realtà" e sostiene che "le mie relazioni intime sono sempre state totalmente consensuali". I processi sono in corso e, insomma, la situazione è ingarbugliata.

La stanza per punire le donne

Si inserisce in questo quadro il lungo articolo pubblicato su Rolling Stone con la storia dello stanzino di vetro insonorizzato. Uno spazio di confinamento "utilizzato per torturare psicologicamente le donne" e che era stato battezzato "Bad Girls' Room" (la stanza delle ragazze cattive). Ashley Morgan Smithline, ex compagna di Manson, ha raccontato: "Anche se urlavo, nessuno poteva sentirmi. All'inizio reagivo con rabbia, e lui provava piacere nel vederlo. Ho imparato a non combattere, perché gli avrei dato ciò che voleva: mi rifugiavo da qualche altra parte nella mia mente" (anche Smithline ha trascinato in tribunale il suo ex).

Secondo la ricostruzione di Rolling Stone, la stanzetta di vetro era stata costruita dal precedente proprietario dell'appartamento di Marilyn Manson, con lo scopo di poter suonare senza dare fastidio ai vicini. L'entrata in scena di Manson avrebbe portato a un utilizzo differente, una sorta di punizione inferta per essere stato infastidito da un qualche tipo di comportamento di una donna. Un ex assistente del rocker, sempre intervistato da Rolling Stone, ha detto che l'esistenza della stanza era cosa nota a tutti, così come il nomignolo che le era stato dato (Bad Girls' Room). Ha anche detto di non avervi mai visto dentro una donna. Restano però le accuse di numerose ex, che ora sono al vaglio della Legge.