Mercoledì 24 Luglio 2024
MATTEO MASSI
Libri

Quando i Csi intuirono tutto. Fra Bretagna e Jugoslavia

Il romanzo del gruppo che debuttò nel 1993

I Csi di "Ko de mondo"

I Csi di "Ko de mondo"

Bologna, 23 giugno 2024 – Ci sono dischi-bussola, nel senso che sono un ancoraggio sicuro e servono a orientarsi, perché leggono in anticipo i tempi che arriveranno. Ko de mondo, il disco debutto del Consorzio Suonatori Indipendenti, è uno di questi. A metà estate del 1993 i Csi puntano l’indice sulla cartina e lo fermano in Bretagna. Finisterrae, là dove finisce il mondo, inteso come l’Occidente (che sarà il titolo di una canzone del disco in embrione). Un posto privilegiato per guardare lo sgretolarsi definitivo delle certezze del secolo breve.

A riprendere in mano quell’estate in Bretagna e cosa rappresentò Ko de mondo non solo per la storia personale dei Csi, ma anche per la storia complessiva di una scena musicale italiana che si stava formando, usando l’italiano come lingua madre per esprimersi, è Donato Zoppo. Nel suo libro Csi. È stato un tempo il mondo (Compagnia editoriale Aliberti) racconta quel viaggio-azzardo. In quell’estate i Csi venivano considerati – prima ancora di averli ascoltati – una sorta di fusione a freddo tra gli ex Cccp (Ferretti-Zamboni) e gli ex Litfiba (i fuoriusciti Maroccolo e Magnelli con l’aggiunta del jolly Canali). Niente di più sbagliato.

Si sarebbe scoperto in fretta che i Csi non erano – come poteva sembrare anche dall’acronimo scelto per il nome – una prosecuzione dei Cccp e nemmeno un gruppo che sarebbe andato a ingrossare la composita scena rock italiana.

Erano altro. In quelle settimane in Bretagna, come racconta Zoppo, si creano delle dinamiche quasi gestaltiane (sì, il gruppo non è dato dalla somma delle parti, ma dalle relazioni – musicali – che scorrono tra loro). Il posto è magico, il punto d’osservazione perfetto per vedere il disfacimento dell’ex Jugoslavia, un allarme inascoltato per un’Europa che si voltò dall’altra parte. Tra il romanzo e le testimonianze dei protagonisti, Zoppo ricostruisce la storia di un album che ha segnato la storia più recente della musica italiana. Non solo indipendente, perché nel giro di appena tre anni i Csi arriveranno al primo posto delle classifiche di vendita. Sarà l’inizio della fine sì. Ancora mancanza d’aria, come nel 1990, con atmosfere e contesti comunque diversi. Sta di fatto che dopo trent’anni ritornare a quel disco è atto che assume una classicità. Che solo nel tempo siamo riusciti a comprendere e per i più ritardatari a scoprire.