Martedì 16 Luglio 2024
BEATRICE BERTUCCIOLI
Libri

Donatella Di Pietrantonio: "Io, Strega in lotta per i fragili diritti di noi donne"

La scrittrice trionfa al 78esimo Premio: "I femminicidi? Spero siano gli ultimi colpi di coda di una società in viaggio verso un futuro migliore"

Donatella Di Pietrantonio, 62 anni, vincitrice del 78esimo Premio Strega

Donatella Di Pietrantonio, 62 anni, vincitrice del 78esimo Premio Strega

Roma, 5 luglio 2024 – Forse ora smetterà di sentirsi un’intrusa nell’ambiente letterario. Perché con il suo romanzo, ‘L’età fragile’ (Einaudi), Donatella Di Pietrantonio ha vinto giovedì sera la 78esima edizione del Premio Strega in modo netto. Per la sessantaduenne scrittrice abruzzese, il più importante e ambìto riconoscimento letterario italiano, che può aggiungere ad altri, a cominciare dal Campiello vinto nel 2017 con ‘L’Arminuta’. E sull’assenza del ministro della Cultura, Sangiuliano, alla serata dello Strega, osserva che, data l’importanza dell’evento, sarebbe stata "assolutamente auspicabile" la presenza del "massimo rappresentante istituzionale della cultura", ma, conclude, "ce la siamo cavata lo stesso".

Di Pietrantonio, poche ore dopo la serata al Ninfeo di Villa Giulia, qual è il suo sentimento prevalente?

"Ancora tanta gioia, gratitudine, incredulità".

Anche dopo questa vittoria continuerà a dire di sentirsi un’intrusa nel mondo letterario?

"Vorrei smettere di sentirmi un’intrusa".

Il suo romanzo ha vinto anche lo “Strega giovani“, dimostrando di saper parlare a generazioni diverse.

"Questo ha stupito anche me. Durante i vari incontri, i lettori più giovani mi hanno detto di essersi ritrovati sì nella protagonista giovane, Amanda, ma di essersi calati anche nel punto di vista della madre, Lucia, che è la voce narrante. In particolare, un ragazzo mi ha molto toccato perché mi ha detto proprio questo: “non avevo mai capito come si può sentire una madre davanti ai nostri silenzi, al nostro sottrarci al dialogo”".

Il romanzo parte da un duplice femminicidio realmente avvenuto su una montagna abruzzese, il Morrone, nell’agosto del 1997. Un fatto di quasi trent’anni fa ma che si collega tragicamente all’oggi.

"Io voglio sperare che questi siano veramente i colpi di coda di un sistema patriarcale in crisi. Che siano le violenze che nascono nei periodi di transizione in cui non si hanno certezze, in cui il vecchio non vale più ma il nuovo non è ancora definito. Spero che siamo, come società, in viaggio verso un futuro che non contempli più questo orrore a cadenza quasi quotidiana".

Subito dopo la vittoria, dal palco dello Strega, ha detto: "Prometto che userò la mia voce scritta e orale in difesa dei diritti per cui la mia generazione di donne ha molto lottato e che oggi non sono più scontati".

"Credo che quando si acquisisce anche un minimo di visibilità, è giusto spendere la propria voce a sostegno di questioni che ci stanno a cuore. E a me stanno molto a cuore tutte le questioni che riguardano le donne. I loro diritti. Come la legge 194 sull’aborto, che nessuno osa toccare sulla carta, ma che viene di fatto resa inefficace nella sua attuazione con la diffusione pervasiva dell’obiezione di coscienza e i tanti ostacoli burocratici che le donne si trovano a dovere affrontare".

Continuerà a fare anche la dentista o è arrivato il momento di fare solo la scrittrice?

"Direi che, anche per questioni di età, è arrivato il momento di lasciare la professione. Quindi, gradualmente, lo sto già facendo".

E potrebbe decidere anche di lasciare il piccolo centro in cui vive, Penne?

"No, lasciare Penne no, perché ho un padre anziano che è giusto che io continui a curare e a sostenere, anche se lui è molto più forte di me e sicuramente in questo momento è a bordo del suo trattore".

Le farebbe piacere se venisse fatta una trasposizione cinematografica de ‘L’età fragile’, così come è accaduto per il suo romanzo L’Arminuta?

"Ne sarei felicissima e ci sono già delle importanti manifestazione di interesse".

Per la prima volta i finalisti dello Strega quest’anno hanno indossato capi firmati e lei era molto elegante con un abito di Etro.

"Ho molto apprezzato che abbiano deciso di vestire una signora di 62 anni, senza più giro vita e alta meno di un metro e 60. Ci vuole del coraggio".