Inés, ribattezzata Inessa, Armand (1874 - 1920): a 35 anni si innamorò di Lenin
Inés, ribattezzata Inessa, Armand (1874 - 1920): a 35 anni si innamorò di Lenin
di Giovanni Serafini Difficile immaginarlo in queste vesti, il fondatore dell’Internazionale comunista: Lenin a piedi nudi nell’acqua, pantaloni rimboccati fino al ginocchio, berretto e sguardo all’erta mentre pesca gamberetti sul molo di Pornic. Ancora più difficile mandar giù l’idea che il bolscevico più bolscevico di tutti, il "tiranno rosso" Vladimir Ilitch di cui si diceva che fosse permeabile ai sentimenti come un vagone blindato, soccombesse come un adolescente al fascino di una francese dalla bocca carnosa e dai grandi occhi. Lui, ribattezzato "il vecchio" dai compagni moscoviti, aveva 40 anni ed era già quasi calvo. Lei, Inès Armand, ne aveva 35 ma ne dimostrava dieci di meno. Era bella, vivace, colta, parlava alla perfezione quattro lingue, suonava il pianoforte e...

di Giovanni

Serafini

Difficile immaginarlo in queste vesti, il fondatore dell’Internazionale comunista: Lenin a piedi nudi nell’acqua, pantaloni rimboccati fino al ginocchio, berretto e sguardo all’erta mentre pesca gamberetti sul molo di Pornic. Ancora più difficile mandar giù l’idea che il bolscevico più bolscevico di tutti, il "tiranno rosso" Vladimir Ilitch di cui si diceva che fosse permeabile ai sentimenti come un vagone blindato, soccombesse come un adolescente al fascino di una francese dalla bocca carnosa e dai grandi occhi.

Lui, ribattezzato "il vecchio" dai compagni moscoviti, aveva 40 anni ed era già quasi calvo. Lei, Inès Armand, ne aveva 35 ma ne dimostrava dieci di meno. Era bella, vivace, colta, parlava alla perfezione quattro lingue, suonava il pianoforte e indossava cappelli eccentrici sormontati da una piuma rossa. In quell’estate del 1910, lontani dagli occhi della polizia segreta dello Zar, Vladimir e Inès vissero una grande stagione d’amore. Talmente intensa che continuò per quattro anni con il beneplacito di Nadejda Kroupskaïa, la moglie di Lenin che a Inès si era affezionata.

Fu un incredibile ménage a tre fra erotismo e rivoluzione, amore e politica, i cui segreti non sono ancora stati svelati dagli storici visto che le lettere più intime scambiate fra i due (o tre?) amanti sono tuttora custodite in un fondo segreto dell’Istituto del marxismo-leninismo in Russia. Niente deve turbare l’immagine di un Lenin rivoluzionario e marito modello veicolata dalla propaganda...

Si erano conosciuti nel 1909 a Parigi, dove Lenin era approdato dopo anni di esilio in Finlandia, Svezia, Germania e Svizzera. Era stanchissimo, depresso, massacrato dal lavoro preparatorio per il Congresso dell’internazionale socialista che avrebbe avuto luogo a Copenhagen dal 28 agosto al 3 settembre 1910. A sua volta Inès Armand, distrutta da vicende familiari dolorose, aveva lasciato Mosca per rifarsi una nuova vita a Bruxelles. Figlia del cantante d’opera francese Théodore Pécheux d’Herbenville e dell’attrice Nathalie Wild, a 18 anni Inès si era sposata con un industriale, Alexandre Armand, cui diede quattro figli. Quindi si era invaghita del cognato Volodia, di nove anni più giovane, ed era andata a vivere a Napoli con lui: una passione infranta dalla morte di Volodia, stroncato dalla tubercolosi. Simpatizzante bolscevica già implicata nella rivoluzione russa del 1905, Inès era un’ammiratrice incondizionata di Lenin: si era recata apposta da Bruxelles a Parigi, in quell’autunno del 1909, per ascoltare una sua conferenza.

Fu un colpo di fulmine per entrambi: Lenin, che viveva con madre e moglie in un appartamentino di 48 metri quadri in rue Marie-Rose, nel quattordicesimo arrondissement, riuscì a trovarle un alloggio nella stessa strada, a pochi metri di distanza. "Lui la adorava: non riusciva a staccare gli occhi dalla bella francesina", racconta il loro amico Charles Rappoport.

La vacanza in Bretagna fu un’oasi di felicità. Improvvisamente ringiovanito Lenin faceva gite in bicicletta, andava a fare il bagno con Inès, mangiava con appetito granchi e aragoste, andava con lei a far la spesa e si assoggettava perfino alla corvée di andare a prender l’acqua al pozzo. "Cara Maniacha, ti scrivo da Pornic. Mi sto riposando in modo meraviglioso. Bagni eccetera", scrisse alla sorella che si trovava in Finlandia.

E la moglie del rivoluzionario, Nadejda Kroupskaia, non aveva niente da dire? Pare di no. Inès, che come lei era più leninista di Lenin, le piaceva moltissimo. Per discrezione propose all’inizio di farsi da parte, ma Lenin non volle. Il trio visse in modo armonioso. L’unico screzio si verificò quando Inés, ribattezzata Inessa, si mise a scrivere testi ritenuti dal boss troppo femministi: "Devi cancellare tutto il capitolo in cui sostieni che le donne hanno diritto all’amore libero", tuonò Lenin dopo aver letto l’ultimo saggio dell’amante. Sesso e comunismo non potevano andar d’accordo. Per nessuno, tranne che per lui.