28 apr 2022

L’alter ego reazionario dello scrittore progressista Dottor Jekyll e mister Hyde al tempo dei social

silvio danese
Magazine

di Silvio Danese

Ispirato al caso Mehdi Meklat. Talentuoso e impegnato scrittore 30enne, blogger, commentatore tv parigino (di famiglia algerina) finì dalle stelle alle stalle quando qualcuno scoprì che tremendi tweet razzisti, omofobi, misogini di uno pseudonimo erano di Meklat ragazzino. Della vicenda, che lo scrittore spiegò con l’invenzione di un personaggio social e scusandosi in un libro dopo l’esilio volontario in Giappone, il regista Palma d’oro (La classe) Cantet considera lo scandalo del paradosso culturale tra identità e social media. Meklat ha successo, è brillante: com’è possibile che le sue pagine così lucide sulla società vengano da una mente capace di brutali, violente sentenze di forza contraria? È una rabbia indomabile? Cantet analizza i fatti, ma la forza del film sta nella risposta che il protagonista non riesce a dare: l’altro da sé, terribile, che oggi può avere vita pubblica, esplora il peggio morale che l’umano contiene.

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