Dal naufragio alla salvezza e la gratuità del suo dono, che è libertà dalle colpe, dai sentimenti cattivi, dagli affanni e i debiti della vita e con gli altri, è il percorso di Prospero e degli altri abitanti dell’isola su cui è naufragato dopo una Tempesta che è stata reale e esistenziale, nella favola che Shakespeare scrisse come sua ultima opera e che Peter Brook rivisita alla sua maniera, con una regia invisibile e assieme accuratissima nei particolari, in coppia con Marie-Hélène Estienne.

Lo spettacolo, dopo due serate al Teatro Cucinelli di Solomeo, sarà il 12 e 13 febbraio al Goldoni di Venezia, girando in vari teatri europei. Il regista, nel programma di sala, sottolinea che "c’è una parola che ricorre spesso in questa commedia, ed è la parola libertà e come sempre in Shakespeare la parola non è usata in modo ovvio, ma diventa una suggestione che riecheggia in tutta la pièce come un’eco".