di Pierluigi Masini

Diciannove lettere tutte attaccate, cognome e nome del fondatore e il materiale che tratta. Il logo è Franchiumbertomarmi, diretto come nel carattere della gente di montagna. È da qui, dal cuore delle Apuane, che quest’azienda di Carrara si prepara a festeggiare 50 anni di attività puntando sempre sull’innovazione. Così negli anni si è imposta sui mercati internazionali, ha saputo scommettere sul mondo del design, continua a coltivare in parallelo la passione per l’arte. E il 5 ottobre scorso ha messo a segno lo sbarco in Borsa, un segnale di forza e di positività nell’anno della pandemia.

"Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo traguardo - spiega Alberto Franchi, presidente e ad -. Essere quotati è per noi sinonimo di trasparenza e visibilità: ci consentirà di portare avanti i nostri progetti di business e potenziare ulteriormente la nostra presenza a livello nazionale e internazionale. Da sempre operiamo per valorizzare il marmo di Carrara nel mondo come espressione del “Made in Italy”. Il nostro obiettivo è proseguire nella strategia di diversificazione geografica intrapresa in questi anni, con una politica commerciale volta a posizionare i nostri prodotti sempre di più nel segmento lusso".

Per dare solo pochi esempi, dalle cave di Franchi Umberto Marmi provengono i marmi che hanno caratterizzato il progetto One World Tower del WTC di New York e i materiali che hanno contribuito alla realizzazione della nuova ala della Mecca a Gedda.

In parallelo l’azienda ha sviluppato l’idea di trasferire un materiale nobile, da sempre votato all’edilizia e all’arte, al mondo dell’interior design. E così sono nati divani, poltrone, librerie, letti in marmo presentati al Salone del Mobile dello scorso anno: è la collezione Home Design (designer Eugenio Biselli), composta da elementi che riescono a trasferire l’anima e la portata del marmo Statuario. Un pezzo iconico è di certo la libreria esagonale in marmo Calacatta, basata su moduli sovrapposti.

L’attenzione al mondo dell’arte ha portato Franchi Umberto Marmi a stringere collaborazioni internazionali prestigiose e a dar vita a una galleria d’arte a Carrara. L’installazione ‘Sharawaggi’, realizzata con Cino Zucchi per la fiera Marmorac 2019, è un’opera originale e fortemente simbolica che valorizza l’essenza più pura del marmo di Carrara. Il nome dell’installazione rievoca un termine anglosassone e indica uno stile di giardinaggio in cui si evitano linee rigide e simmetriche. ‘Sharawaggi’ rappresenta un bosco pietrificato, formato da tanti steli lapidei ed ispirati alla ‘colonna senza fine’ di Brancusi.

Spiega Bernarda Franchi, vice presidente e amministratore delegato: "Attraverso Carrara Gallery ed i tanti eventi che si svolgono in azienda e che danno visibilità ad artisti e cultori del progetto di grande richiamo, ci impegniamo da tempo a promuovere l’arte contemporanea nelle varie forme. Crediamo infatti che questa rappresenti un fattore di sviluppo: imprenditoria del marmo e mondo dell’arte in sinergia creano nuovo valore non solo sul territorio, ma globalmente".