Ambra Craighero con Carlo Verdone
Ambra Craighero con Carlo Verdone
Che il cinema delle vecchie sale non godesse di buona salute era un dato di fatto già prima della spallata finale del Covid. Da anni l’avvento delle multisale e delle nuove piattaforme di distribuzione via internet aveva ridotto lo sbigliettamento ai pochi titoli di grande richiamo; oggi il distanziamento impone di fatto una drastica riduzione dei posti, come ben sanno i 500 esercizi che hanno riaperto sui 1.250 presenti sul territorio nazionale. Il cinema come rituale collettivo nella scatola magica della sala sembra quindi appartenere al passato. Eppure… Sì, c’è un eppure e ce lo racconta Ambra Craighero, 42 anni, ex fotoreporter, poi esperta documentarista, attivatrice di start up, imprenditrice e sicuramente...

Che il cinema delle vecchie sale non godesse di buona salute era un dato di fatto già prima della spallata finale del Covid. Da anni l’avvento delle multisale e delle nuove piattaforme di distribuzione via internet aveva ridotto lo sbigliettamento ai pochi titoli di grande richiamo; oggi il distanziamento impone di fatto una drastica riduzione dei posti, come ben sanno i 500 esercizi che hanno riaperto sui 1.250 presenti sul territorio nazionale. Il cinema come rituale collettivo nella scatola magica della sala sembra quindi appartenere al passato. Eppure…

Sì, c’è un eppure e ce lo racconta Ambra Craighero, 42 anni, ex fotoreporter, poi esperta documentarista, attivatrice di start up, imprenditrice e sicuramente grande appassionata di cinema. "Negli anni 2000 ero freelance e viaggiando molto avevo documentato oltre mille vecchi cinema abbandonati in tutto il mondo. Nel frattempo, ovunque andassi, c’era il mito di Giuseppe Tornatore, premio Oscar a soli 33 anni che, con ’Nuovo cinema Paradiso’, raccontava il sapore genuino di fare cinema nei piccoli borghi di provincia. Dal nostro incontro è nata l’idea di documentare i vecchi cinema abbandonati presenti sul territorio italiano e siamo partiti dal Trentino dove ne abbiamo mappati 130".

Nel mondo del cinema la ricerca della Craighero desta molta curiosità e attenzione; grazie a Tornatore la ex fotoreport milanese conosce Morricone ed altri registi come Francesco Rosi, Ettore Scola, Pupi Avati e Carlo Verdone, particolarmente sensibili all’operazione di recupero e di rilancio delle vecchie sale dismesse: "Nel frattempo mi avevano contattato più di cento esercenti italiani, perché li aiutassimo a rilanciarli sul territorio. Il cinema, infatti, può essere il volano di un’economia locale. A quel punto abbiamo contattato il Politecnico di Milano, per passare a loro la messa a punto di una serie di linee guida per la rigenerazione architettonica e tecnica degli edifici".

Tra i tanti progetti di riapertura ce n’è uno di cui la salvatrice della sale è particolarmente orgogliosa, è il Kursaal di Augusta, in Sicilia, il cinema più grande d’Europa, di proprietà privata. La struttura comprende: un cineteatro da 1.600 posti (in origine) con platea e tribuna, un palcoscenico di circa 250 mq e un’arena estiva dotata di platea e tribuna in muratura, che condivide il palcoscenico intero mediante un sistema a doppio boccascena. "Riaprire un cinema è risvegliare una comunità dal punto di vista culturale ma anche sociale, riscoprendosi collettività", aggiunge.

Sull’onda lunga di questi valori, la Craighero sta promuovendo proprio in queste settimane il progetto di Cinema nelle scuole nella zona dell’Alto Lario, dove sono coinvolti tanti piccoli comuni e quindi tanti plessi scolastici isolati. "Nei cortili delle scuole proiettiamo film per ragazzi, dove loro stessi hanno espletato le diverse funzioni che accompagnano la proiezione di una pellicola. Il giovane pubblico è entusiasta e io vedo che si muove qualcosa, credo sia la felicità di essere lì con mamma e papà. Il cinema diventa allora uno strumento per tenere insieme le generazioni, un po’ come funziona il tifo per una squadra di calcio", commenta Craighero che in questi mesi sta mettendo a regime la nuova start up "Caddy Entertainment", realizzata insieme a un dinosauro della grande distribuzione, Pierluigi Stopelli, e con investitori in California, nella Silicon Valley. Il progetto riscrive completamente i criteri di vendita dei film e la Craighero ce ne accenna in anteprima assoluta: "Saremo pronti a novembre con un modello di business che proporremo nella grande distribuzione internazionale".