Cristoforo Colombo nel ritratto postumo dipinto da Sebastiano del Piombo (1519)
Cristoforo Colombo nel ritratto postumo dipinto da Sebastiano del Piombo (1519)
di Riccardo Jannello Cinquecentoquindici anni esatti dopo la morte (20 maggio 1506 a Valladolid, lontano dal mare) il "presunto" scheletro di Cristoforo Colombo è stato esumato e trasportato in una stanza blindata dell’Università di Granada, in Spagna. Lì è cominciata la più imponente ricerca sul Dna mai svolta che dovrebbe permettere il 12 ottobre (data scelta perché anniversario della scoperta dell’America) di comunicare definitivamente quale sia la vera origine del navigatore, dove sia nato nel 1451 in una data compresa fra il 26 agosto e il 31 ottobre. Nei prossimi giorni campioni di ossa saranno inviati anche a Firenze, a Denton in Texas e a Città del Messico per essere sottoposti a verifiche da parte di altri studiosi. In contemporanea si è tenuto un convegno dove ogni...

di Riccardo Jannello

Cinquecentoquindici anni esatti dopo la morte (20 maggio 1506 a Valladolid, lontano dal mare) il "presunto" scheletro di Cristoforo Colombo è stato esumato e trasportato in una stanza blindata dell’Università di Granada, in Spagna. Lì è cominciata la più imponente ricerca sul Dna mai svolta che dovrebbe permettere il 12 ottobre (data scelta perché anniversario della scoperta dell’America) di comunicare definitivamente quale sia la vera origine del navigatore, dove sia nato nel 1451 in una data compresa fra il 26 agosto e il 31 ottobre.

Nei prossimi giorni campioni di ossa saranno inviati anche a Firenze, a Denton in Texas e a Città del Messico per essere sottoposti a verifiche da parte di altri studiosi. In contemporanea si è tenuto un convegno dove ogni storico ha illustrato le proprie teorie sulla provenienza del più corteggiato personaggio della storia.

Colombo, si sa, viene tirato in ballo dalle amministrazioni di diverse città in vari Paesi: tante affermano di essere il luogo natale e altrettante ne rivendicano la sepoltura. Per noi italiani Cristoforo era il figlio del mercante di tessuti genovese Domenico (poi oste a Savona) e di Susanna Fontanarossa; appassionato fin da giovane di marineria, espose prima al re del Portogallo Giovanni II e poi a Isabella di Castiglia la sua idea di poter raggiungere le ricche e vagheggiate Indie con un viaggio via mare verso Occidente. I soldi per affrontare l’impresa gli vennero dalla regina di Spagna, ma invece di arrivare in Asia le caravelle di Colombo si imbatterono, il 12 ottobre 1492, in un nuovo continente: l’America. In confronto a quel viaggio, raccapezzarsi fra le carte di nascita e morte è ben più complesso. Già nei pressi di Genova c’è Cogoleto che si presenta come "la città natale di Cristoforo Colombo" con tanto di casa visitabile.

In Spagna si sono messe in fila Valencia, Barcellona, la Galizia, Maiorca; in Portogallo Castanheira do Ribatejo e Cuba, piccolo centro dell’Alentejo; anche Croazia e Polonia hanno millantato l’origine del navigatore.

Per quanto riguarda la sepoltura, furono analizzate nel 2003 le ossa – "in cattivo stato di conservazione", come disse José Antonio Llorente, professore di medicina legale a Granada – presenti nel tumulo della Cattedrale di Siviglia dove sarebbero sepolti assieme Cristoforo e il figlio Fernando, illustre bibliografo; gli altri monumenti funebri più significativi sono a Genova e a Santo Domingo, che pretende di avere nel Faro Colon il corpo del vero Cristovao.

Gli studiosi spagnoli e portoghesi sono molto attivi in questa corsa ad accaparrarsi la nascita dello scopritore dell’America. "Vogliamo confermare l’origine di Cristoforo Colombo e per questo vogliamo avere quanti più dati oggettivi possibili per arrivare a una conclusione che potrebbe essere diversa da quella accettata attualmente", ha detto ieri Llorente, che ha aggiunto: "Ci sono misteri e domande che non si adattano alla teoria prevalente".

Alla conferenza è intervenuto anche Fernando Branco, professore dell’Istituto superiore tecnico di Lisbona e membro dell’Accademia portoghese di storia, che ha ribadito la sua tesi (già espressa in diverse pubblicazioni) secondo cui Colombo in realtà si chiamava Pedro Ataide, nobile portoghese divenuto corsaro, il quale, "creduto morto in un naufragio si era invece salvato e aveva preso il nuovo nome". E gli storici José e Antonio Mattos e Silva dal canto loro sostengono che egli fosse il figlio bastardo di Leonora d’Aviz – figlia del re del Portogallo Edoardo e poi consorte dell’imperatore di Germania Federico III e madre dell’imperatore Massimiliano I – e del religioso Joao Menezes da Silva - fondatore degli Amadeiti, un ramo staccatosi dai Frati Minori francescani.

Una storia da film: e infatti la tv pubblica spagnola girerà una miniserie da presentare entro l’anno sullo studio del Dna e tutte le diatribe aperte su una domanda che ha 500 anni: ma chi era davvero Colombo?