Itaca, il Festival del turismo responsabile
Itaca, il Festival del turismo responsabile

Bologna, 3 luglio 2020 - Si è conclusa la prima parte dell’edizione online di IT.A.CÀ, primo ed unico festival in Italia dedicato al Turismo Responsabile, organizzata come sempre dalla rete del Festival, composta da oltre 700 realtà nazionali e internazionali e che ha visto il coinvolgimento delle 21 tappe organizzatrici per 11 regioni italiane. Senza voler abbandonare il format classico della manifestazione (ovvero gli eventi ‘live’ ) la rete di IT.A.CÀ ha scelto di raccontare il tema 2020 - la biodiversità - con una prima parte di edizione totalmente online, per non perdere l’occasione di affrontare con tempestività, in un frangente complesso come quello dell’emergenza Covid-19, l’approfondimento sul discorso e sulle buone pratiche di responsabilità e sostenibilità applicate al viaggio, al fine di immaginare nuovi paradigmi di vita.

Ora più che mai, i princìpi e i valori di IT.A.CÀ si sposano con la necessità di produrre un cambio concreto nelle abitudini dei viaggiatori dove i cammini, il turismo lento, le aree interne e le comunità locali sono una concreta via d’uscita per tornare a viaggiare in sicurezza e con il piacere di scoprire le bellezze naturali del territorio. E la scelta di svolgere online questa prima parte di festival si è rivelata vincente: sono state quasi 2 milioni e mezzo gli utenti raggiunti dai contenuti del festival, mentre le visualizzazioni uniche alle dirette e ai video sono state più di 40.000 a riprova di un interesse genuino per tematiche sempre più attuali, specialmente in un anno come questo. Insieme agli oltre 160 esperti del settore turistico che hanno partecipato al festival (tra cui istituzioni, formatori, ricercatori e divulgatori scientifici, esperti di marketing e management turistico, scrittori, esperti di mobilità sostenibile, ideatori di itinerari, camminatori, guide escursionistiche, cooperanti nell’eco-turismo ecc.) si è discusso, tra le altre cose, dell’importanza della tutela e della valorizzazione delle aree interne del nostro Paese, lontane dai circuiti di massa, e ricche di una straordinaria biodiversità paesaggistica e climatica, nonché culturale; dell’impatto dell’uomo sull’ambiente e della fondamentale rilevanza che hanno i nostri mari e i nostri oceani, per mantenere in equilibrio il mondo e ricordare che dalla loro salute dipende anche quella di tutti gli esseri viventi.

Il Festival è stato anche un prezioso momento di confronto e di formazione su green economy, green management, educazione ambientale e sul turismo accessibile, e si è parlato anche della crescita di un settore, quello del turismo outdoor, a strettissimo contatto con la natura, in grado di utilizzare le specificità geologiche dei luoghi che ci accolgono, immergendo il viaggiatore in alcune delle più belle, e spesso meno note, zone d’Italia: turismo lento (mobilità dolce) e turismo all’aria aperta, ovvero un turismo a impatto zero per esperire in modo sostenibile territori unici e intatti, preservati dalla voracità del turismo di massa. Un esempio su tutti è il ruolo dei Cammini in Italia, ora più che mai volano per la ripartenza dell’economia nazionale legata al turismo post-Covid19. I Cammini inoltre non solo portano i viaggiatori in zone meravigliose e poco conosciute permettendo loro di fare una vera esperienza nella natura, ma sono anche uno strumento per promuovere il dinamismo del protagonismo femminile in ambiti diversi che condividono un identico impegno: ridurre, passo dopo passo, la marginalizzazione delle donne nella nostra società.

Ed è su questa linea che si sta muovendo la rete di IT.A.CÀ, che a partire da agosto intende accogliere i turisti e i viaggiatori nei territori delle varie tappe del festival con eventi a numero ridotto: cammini, trekking urbani, itinerari in bicicletta, presentazioni e molto altro, sempre nel rispetto delle norme sanitarie nazionali vigenti, per dare un messaggio di ripresa reale da questa crisi economica che sta attraversando il nostro paese.

“L'emergenza Covid-19 ci ha fatto mancare la gioia del contatto fisico e dell'esperienza diretta sul territorio, ma questa prima parte dell’edizione 2020 del festival, ci ha permesso di raggiungere un pubblico davvero vasto e unire ancora di più la rete nazionale – dichiara Pierluigi Musarò, direttore di IT.A.CÀ – In tutte le crisi si nasconde anche un’opportunità, e per noi è stata quella di farci ascoltare da una audience ancora più grande su tematiche particolarmente attuali come queste. Ora siamo pronti a preparare il terreno anche per i primi eventi dal vivo!”.

Il Giardino di IT.A.CÀ ‘resta aperto’ fino al 2 agosto. C’è tempo fino al 2 agosto per partecipare al contest “Il giardino di IT.A.CÀ”, pensato per i bambini ma anche per gli adulti che non smettono di essere bambini: alla scoperta della natura vicino casa, alla ricerca di angoli di Biodiversità, delle città italiane, che resistono tra aiuole, giardini e marciapiedi, ai quali probabilmente non abbiamo mai dedicato una giusta considerazione. Per partecipare, basta scaricare il Taccuino dell’Esploratore, osservare la natura che ci circonda e inviare il disegno/foto dell’albero che ci ha più colpito: con quei contributi si andrà a creare una mappatura nazionale del nostro giardino virtuale! Il festival è promosso da: Associazione YODA, COSPE Onlus, NEXUS Emilia Romagna.