di Riccardo Lagorio

In Piemonte c’è un quadrilatero, a cavallo del fiume Tanaro, che accanto a nomi della viticoltura internazionalmente noti, conserva piccole cantine dove le produzioni sono altrettanto esaltanti. Ma anche mieli, superbe nocciole e salumi. Il tutto da scoprire in un fine settimana, appena si potrà. La partenza è dalla macelleria accoccolata sotto il castello di Ferrere, Da ‘U Citu. Se è vero che le carni vi faranno innamorare e i racconti di Silvano Accossato sono un viaggio a metà strada tra la tecnica e il cuore, preparatevi a un’indimenticabile cavalcata tra i salumi. Deliziosi il salame crudo nel budello cucito e il salame cotto.

Un’altra tappa che merita il viaggio si consuma a Cisterna d’Asti, alla cascina Poderi Gallino. Leonardo ha infuso al figlio Luca le doti di pazienza in cantina e affetto in vigna. Curata, li ripaga con bottiglie cariche di prestigio. Si cede al fascino de La Ciabota, Croatina da uve stramature,della profondità dell’Arneis Del Pozzo, della calibrata veemenza delle diverse annate di Nebbiolo d’Alba. Nel vicino borgo di Montà, spazio alle carni allevate in proprio dalla Fattoria Ponchietta e ai vini di razza di Federico Signetti, Vignevolute. Da provare il cru Bric del Medic, d’uva Nebbiolo. In un paesaggio dove i calanchi e le rocche s’impossessano dell’orizzonte, si pranza all’agriturismo Bajaj di Monteu Roero con protagonisti i prodotti ortofrutticoli dell’azienda.

Prima della partenza è consigliabile la visita al crutin, la cantina sotterranea scavata nel tufo, caratteristica del territorio. Subito dopo, a Baldissero d’Alba, si prova l’olio di canapa, ideale su zuppe e insalate, insieme ai fratelli Ruata della Tenuta Roero. Se c’è tempo, a Vezza d’Alba si visita il Museo Naturalistico del Roero prima di ascoltare il ronzio delle api di Cristiano Rabino, Mieli Roche. Seguendo il loro volo, ha messo a punto la melata di nocciolo, dall’aroma caldo e caramellato. A San Damiano d’Asti, sulla piazza Libertà va dato uno sguardo alla chiesa di San Giuseppe, dalla cupola coperta da piastrelle maiolicate, prima di conoscere i vini della nuova Docg Terre Alfieri nell’Enoteca regionale. Alla Pasticceria Sacco ci si ferma per i pasticcini alle mandorle e, poco distante, nel maniero dei Conti Nuvoli di Grinzane, tra bossi, ulivi e giuggioli, sotto il gazebo in vista delle colline roerine, Barbera a volontà. La sosta per il pranzo si fa tra i belati dell’Agriturismo La Magia di Costigliole d’Asti con paste fatte in casa e, ovviamente, formaggio. A Castagnole delle Lanze l’esperienza di Piero Cane narra che avere un’azienda dalle ridotte dimensioni consente di amministrare al meglio l’uva. Da lui è possibile adottare un filare e ricevere in cambio ogni anno raffinate etichette. A Barbaresco i poggi si coprono interamente di vigneti ordinati. Quelli di Olek Bondonio (Cascina La Berchialla), sulla collina Roncagliette, guardano Alpi liguri e Monviso, senza ostacoli a sud ovest. C’è tempo per ritrovarsi a Treiso dai fratelli Alfredo e Luigi Grasso con tre cru di Barbaresco e la Barbera Matiné, forte e vibrante. Da qui servono venti minuti per raggiungere una delle camere del Langhe Country House di Neive, con tramonto sulle vigne.