14 mar 2022

Il cuore spezzato per l’Est Europa

pupo
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Pupo

Andai per la prima volta nell’ex Unione Sovietica nel 1979.

A quei tempi, prima della caduta del muro, frequentavo principalmente tre grandi città: Mosca, Kiev e Leningrado, l’attuale San Pietroburgo.

Da allora, non si contano più le volte che ci sono stato. Ho viaggiato dal Kazakistan fino all’Ucraina, passando per l’Uzbekistan, la Russia e l’Azerbaijan. Paesi straordinari in cui non mi sono cimentato solo come cantante, ma ho fatto anche l’imprenditore. Alcuni anni fa, per esempio, aprii una pizzeria a Kiev.

Da qualche mese poi, insieme a uno chef italiano che lavora a Mosca, avevamo iniziato le pratiche per l’apertura di alcune gelaterie in Russia e in Ucraina. E poi, improvvisamente, il mondo ci è crollato addosso.

Non ne faccio una questione di denaro. In quel senso, credetemi, ho spalle larghissime. Io amo profondamente quei luoghi e il mio cuore è spezzato perché so che questa, più che una guerra, è una faida famigliare. Una pericolosa lite fra fratelli. Perciò, difficilissima da risolvere.

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