5 gen 2022

I nazisti sulle Alpi? La bufala dell’Agente 110

Ecco come la spia Usa Allen Welsh Dulles divenne l’artefice (o la vittima) di una gigantesca opera di disinformazione che cambiò la storia

roberto giardina
Magazine
Eastwood e Burton in “Dove osano le aquile“. Sotto, Allen Welsh Dulles nel ’54
Eastwood e Burton in “Dove osano le aquile“. Sotto, Allen Welsh Dulles nel ’54
Eastwood e Burton in “Dove osano le aquile“. Sotto, Allen Welsh Dulles nel ’54

di Roberto Giardina Un signore elegante, i baffi brizzolati, arrivò a Berna il nove novembre del 1942. Sarà l’artefice o la vittima di una gigantesca opera di disinformazione che cambierà la storia d’Europa. Il suo nome in codice è Agent 110, il capo dell’Oss in Svizzera, il servizio di spionaggio americano precursore della Cia. Allen Welsh Dulles ha 49 anni, il suo capo William Donovan l’ha destinato a Londra, lui preferisce la Svizzera neutrale e da cui, sostiene, potrà controllare il III Reich. Secondo i suoi rapporti, Hitler progetta per l’ultima disperata resistenza di creare una Festung, una inespugnabile fortezza sulle Alpi bavaresi, difesa da centomila fedelissimi, asserragliati in un sistema di gallerie e trincee, esteso fino al Tirolo e l’Alto Adige. Lo storico Thomas Borghardt anticipa in un’intervista al Guardian le conclusioni del suo prossimo libro: non è vero niente, una balla, ma ingannò tutti, inglesi, americani e forse i sovietici, accecati dal mito di Hitler genio del male, pronto a una difesa folle fino all’ultima goccia di sangue. Il generale Eisenhower fermò la sua armata giunta quasi alla capitale del Reich, ordinò alle divisioni di puntare sulla Baviera, e Stalin giunse per primo a Berlino, la Germania e l’Europa vennero spartite fino al 1989. Rimane poco chiaro chi furono i responsabili, e il perché. Goebbels, il ministro della propaganda, alimentò la leggenda, per rallentare l’avanzata americana, o furono i servizi segreti russi, oppure la spartizione d’Europa era già stata decisa a Yalta, e la messa in scena di Dulles servì agli americani per salvare la faccia e avere un alibi per aver regalato Berlino e metà Europa a Stalin? Sul lavoro di Dulles a Berna aveva già scritto un libro Scott Jeffrey Miller Agent 110. Il Masterspy, il capo dello spionaggio, preferisce guidare i suoi agenti dal suo appartamento ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?