Foto: Kanawa_Studio / iStock
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Nelle scorse settimane avevamo già parlato di come Google, tramite le keyword delle ricerche, ha (senza volerlo) aiutato dei ricercatori americani a individuare dei focolai di Coronavirus. Ma tra qualche giorno, grazie al nuovo aggiornamento di Google Maps, il colosso di Mountain View fornirà un aiuto volontario e concreto a tutti gli utenti che vogliono avere informazioni dettagliate sulle situazioni epidemiologiche (anche per capire dove si trovano i focolai). In che modo? Mostrando, direttamente sulle mappe, le zone in cui i casi di Covid-19 sono più consistenti.

Colori diversi a seconda del numero di casi

È in fase distribuzione il nuovo aggiornamento di Google Maps per il Covid-19. Questa nuova funzione dell’App, in pratica, permetterà di controllare il numero di casi di Coronavirus a seconda della zona in cui ci si sposta. Per usufruire di questa funzione sarà sufficiente toccare l’icona in alto chiamata “Livelli” e selezionare il dettaglio “Informazioni sul Covid-19”. A quel punto, Google Maps colorerà la zona interessata in base alla media del numero di nuovi casi ogni 100.000 persone, calcolata su un periodo di sette giorni. Il colore grigio indicherà meno di 1 caso accertato, il giallo da 1 a 10 caso, l’arancione da 10 a 20 casi, l’arancione scuro da 20 a 30 casi, il rosso da 30 a 40 casi e il rosso scuro oltre 40 casi.

Casi in aumento o in diminuzione? Te lo dice Google Maps in base a dove ti trovi

L’applicazione, dunque, non mostrerà una panoramica dei casi nazione per nazione o regione per regione (cosa che tutti possiamo cercare manualmente su Google), ma fornirà informazioni sulla situazione epidemiologica all’interno di aree non particolarmente vaste. Per tutti noi, dunque, sarà più semplice avere un’idea in merito alla diffusione dei focolai, così da decidere se evitare una determinata zona o meno.
La funzione sarà attiva in tutti i 220 paesi del mondo raggiunti da Google Maps. Oltre al colore, inoltre, ogni area sarà contraddistinta da un’etichetta che dirà se i casi sono in aumento o in diminuzione rispetto ai sette giorni precedenti. L’azienda californiana prenderà i dati sulle situazioni epidemiologiche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e da Wikipedia, che giornalmente aggrega i numeri ufficiali ricevuti dalle autorità locali competenti per materia (nel caso italiano la Protezione Civile e il Ministero della Salute).